Quale migliore occasione della Fase 2 per concedersi delle passeggiate in solitaria? Per evitare assembramenti e, allo stesso tempo, per sentirsi meglio dopo il lunghissimo periodo di quarantena forzata dovuto all'emergenza Coronavirus non esiste niente di meglio che camminare da soli nel mezzo della natura. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un'attività che accresce il senso di tristezza e solitudine, riesce ad avere innumerevoli effetti benefici su corpo e mente. A rivelarlo è stato lo psicologo e psicoterapeuta Emanuel Mian, il quale ha spiegato che è proprio in questo modo che ci si riesce a connettere con la parte più profonda e nascosta di se stessi, imparando a focalizzarsi meglio sui propri bisogni e sulle proprie necessità.

Passeggiare in montagna, nei pressi del mare o nei parchi verdi senza nessuno al proprio fianco permette di ridurre le emozioni negative come rabbia e tristezza, visto che il paesaggio ha un effetto diretto sulle emozioni. Il motivo? La bellezza circostante stimola la produzione di endorfine, ovvero gli ormoni del buon umore. Si tratta di un'attività che fa comprendere il proprio spazio personali rispetto al mondo esterno, influendo positivamente sulla qualità del sonno, sulla riduzione dello stress, dell'ansia e dell'affaticamento. L'ideale è camminare da soli, anche a passo lento, per 30 minuti al giorno, incrementando gradualmente il proprio impegno, magari anche tenendo sotto controllo la respirazione. L'unica compagnia concessa? Quella dei propri cagnolini. A questo punto, dunque, non resta che provare, di sicuro si riuscirà a ritrovare se stessi in momento storico tanto difficile.