Jane Birkin nelle settimane scorse aveva fatto parlare molto di sé dopo aver chiesto alla maison francese Hermès di rimuovere il suo nome dalla celebre Birkin Croco, la borsa in coccodrillo a lei dedicata. Ad essere finite sotto l’occhio del ciclone erano state le procedure illegali e cruente di allevamento, caccia ed uccisione dei coccodrilli nelle fattorie del Texas, dove le famose Brikin Croco venivano prodotte.

Oggi, però, sembra che Hermès e Jane Birkin abbiano raggiunto finalmente un accordo pacifico. La casa di moda francese ha infatti indagato sull’accaduto, nonostante non fosse obbligata a rimuovere il nome dell’artista dal prodotto, visto che era stato ufficialmente registrato nel 1997. Sono stati analizzati attentamente i filmati diffusi dall’associazione di animalisti, Peta, in cui si mostrava la crudeltà estrema delle pratiche messe in atto per uccidere gli animali con la cui pelle sarebbero state poi prodotte le borse. Il risultato? Si sarebbe trattato di un semplice inconveniente.

Quegli atti violenti sono stati definiti delle “irregolarità isolate” di cui nessuno era a conoscenza. Il brand ha promesso dunque di impegnarsi maggiormente nel controllo dei sistemi di lavoro dei fornitori, così da evitare altri possibili malintesi in futuro. Jane Birkin è stata rassicurata ed è dunque tornata sui suoi passi. E’ soddisfatta dei provvedimenti messi in atto da Hermès e non ha più intenzione di rimuovere il suo nome dalla borsa più desiderata e venduta al mondo. La Birkin Croco sarà ancora il simbolo di Hermès, nonché il pezzo forte delle sue collezioni.