Abbiamo cominciato portando in borsa il gel igienizzante per le mani e siamo finiti a disinfettare anche la spesa prima di riporla in frigorifero. Nell'ultimo anno le nostre abitudini per la pulizia sono cambiate e per alcuni sono diventate una vera e propria mania. "Il timore di contrarre il virus ci porta ad avere molta attenzione all'igiene e alla pulizia. E lo stato di allerta perenne può provocare anche l'attivazione di alcuni meccanismi di controllo – spiega a Fanpage.it la psicologa e psicoterapeuta Giulia Maffioli, presidentessa dell'Associazione Nazionale Psicologi Psicoterapeuti – E in alcuni casi l'eccesso di scrupolo però può diventare una vera e propria mania in grado di incidere negativamente sulla qualità della nostra vita".

Quando la pulizia diventa un'ossessione

Laviamo il pavimento di casa una volta, lo ripuliamo perché temiamo di non averlo fatto nel modo corretto, poi lo facciamo di nuovo perché non ci ricordiamo se abbiamo sciacquato anche gli angoli e un'ultima passata perché durante la precedente non eravamo abbastanza concentrati. È così che può inizia un'ossessione. "È vero, sappiamo che dobbiamo mantenere un alto standard di igiene in questo periodo, ma se queste continue pulizie iniziano a incidere sulla nostra qualità della vita e sullo svolgimento delle nostre normali attività, potremmo essere di fronte a un problema". Quando iniziamo a renderci conto che non esiste uno standard di pulizie tale da rassicurarci, quando ci accorgiamo che questa mania esula dalla nostra volontà e che abbiamo bisogno di pulire in continuazione tutte le stanze della casa anche se sono già perfettamente igienizzate, vuol dire che il disagio è cresciuto troppo. "Il controllo esterno, che mettiamo in atto attraverso le pulizie, corrisponde a un bisogno di controllare le emozioni interne. Le pulizie diventano un modo per gestire l'ansia, per proteggere dal virus anche le persone che ci sono intorno". Il senso di colpa, la paura per l'incolumità degli altri sono caratteristiche tipiche del disturbo ossessivo compulsivo, ma la mania per le pulizie non è necessariamente sintomo di un disturbo clinico. "Non è automatico che questa mania diventi patologica. È vero però che una situazione come quella che stiamo vivendo può diventare il trigger, l'attivatore di questo disturbo. Ma non facciamo allarmismi: viene fuori soltanto se c'è già una struttura di base interna".

Come affrontare la mania delle pulizie

Uno dei modi per provare ad affrontare questa mania è trovare una routine. "Dobbiamo cercare di costruire una strategia di pulizia sufficiente a darci delle rassicurazioni, creare un'abitudine che riteniamo adeguata a contenere l'ansia in maniera razionale. Ad esempio scegliamo che la pulizia della casa verrà svolta seguendo un certo ordine, con l'utilizzo di determinati prodotti". Un metodo che forse ci richiederà più tempo ma che dovrebbe farci sentire al riparo da qualsiasi minaccia all'interno della casa. "Seguire uno schema, essere concentrati mentre lo si esegue, servirà a restituirci un sufficiente senso di serenità". Essere presenti a sé stessi, essere attenti mentre si svolgono le pulizie è necessario. "Molto spesso infatti si tende a ripetere questi gesti perché non si ricorda di averli fatti. La mancanza di concentrazione è una conseguenza dello stress. Non dobbiamo stupirci se non ricordiamo di aver eseguito o meno alcuni dei passaggi, l'ansia può comportare un disturbo dell'attenzione e della memoria". Se ci rendiamo conto di avere difficoltà nella gestione di questa mania è bene iniziare a parlarne con le persone con cui conviviamo, con un amico e condividere le preoccupazioni. "Altrettanto importante può essere trovare delle distrazioni. Proviamo a scandire le giornate, dopo aver pulito, dedichiamo del tempo, in maniera strutturata ad altre attività. Dal lavoro agli hobby a qualche passatempo che ci dà piacere e ci rilassa. È un modo per spostare l'attenzione su altro". Se però le difficoltà si fanno ancora più grandi e la nostra mania non può più in alcun modo essere controllata è bene rivolgersi a uno specialista. "Uno psicoterapeuta ci potrà aiutare a ridurre il livello di ansia e a darci indicazioni pratiche su come gestirla".  Infine un'avvertenza per tutti i parenti e amici di una persona che soffre di questo tipo di problema: "Evitare di avere un atteggiamento perentorio oppure ancora di rimprovero. Quando si soffre di questo tipo di disturbo è bene offrire un supporto senza essere giudicanti. Le azioni come la pulizia ossessiva non sono atti di volontà, ma un bisogno emotivo forte che non si riesce a controllare".

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