L'olio di palma è un olio vegetale che si ricava dalle palme da olio, in particolare dalla Elaeis guineensis, una pianta che ha origine africana ma che viene coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia. Si ricava dalla spremitura della polpa del frutto mentre, dalla parte grassa dei semi viene ricavato l'olio di palmisti, un'altra tipologia di olio di palma ancora meno "nobile" e che contiene più acidi grassi saturi (circa l'80%) dell'olio di palma che ne contiene il 50%. L'olio di palma a temperatura ambiente è solido e viene utilizzato nei paesi del Sud-Est asiatico, ma anche in Brasile, per cuocere i cibi. A livello industriale, invece, viene utilizzato, nella preparazione di prodotti da forno come merendine, biscotti, crackers, cereali, creme spalmabili e in molti alimenti per l'infanzia ciò perché è un olio insapore, che quindi non modifica il gusto di questi alimenti, ha un basso costo e resiste alle alte temperature. È quindi facile assumerne grandi quantità, soprattutto da parte dei bambini, e ciò può rivelarsi pericoloso per la salute. Vediamo perché.

Perché l'olio di palma fa male?

Ci sono diversi studi che rivelano la pericolosità dell'olio di palma e, negli ultimi mesi, anche l'Istituto superiore di sanità si è espresso sui danni che l'olio di palma può provocare all'organismo soprattutto a causa della grande quantità di acidi grassi saturi che fornisce al nostro organismo e che possono causare gravi danni al sistema cardiocircolatorio.

Quali sono i danni per la salute?

Uno degli studi più recenti, inoltre, eseguito dall'Università di Bari, ha rivelato che, il consumo eccessivo di olio di palma può causare il diabete in quanto è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l'insulina. Tra le proteine sotto accusa la p66Shc che aumenta lo stress ossidativo delle cellule causando iperglicemia. Questo studio, coordinato dal professor Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Aldo Moro di Bari, ha anche dimostrato che l'olio di palma può causare danni all'apparato cardiocircolatorio. Rispetto alle quantità da assumerne, per evitare rischi per la salute, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), consiglia di assumere non più del 10% di questo olio all'interno dell'apporto calorico quotidiano, che corrisponderebbe a 22 grammi in una dieta di 2000 kilocalorie.

Che impatto ha l'olio di palma sull'ambiente?

Oltre a provocare danni per la salute, l'olio di palma, causa anche danni ambientali sia alla natura che agli animali. In Indonesia la maggior parte della coltivazione viene fatta in luoghi dove prima c'erano foreste. La grande richiesta di questo olio ha causato quindi deforestazioni e la perdita di alcune specie animali che abitavano queste foreste (tra le specie minacciate troviamo l'orango e la tigre di Sumatra). Ciò ha provocato anche un aumento dei gas serra nell'atmosfera con gravi danni per l'ambiente.

Quali sono gli alimenti senza olio di palma?

Quando acquistiamo prodotti da forno, oltre a quelli sui quali è indicato che non contengono olio di palma. Come difendersi? Impariamo a leggere l'etichetta, non acquistiamo prodotti dove leggiamo ingredienti "strani" e diffidiamo anche di quelli che hanno una lista di ingredienti troppo lunga. Un prodotto non dovrebbe contenere più di 5 ingredienti per essere sano. Quindi non dimentichiamo di leggere le etichette per preservare la nostra salute e quella della nostra famiglia.

Quali sono le alternative all'olio di palma?

L'olio di palma può essere sostituito da altri oli vegetali, ma bisogna fare attenzione anche alle alternative. Tra queste l'olio di colza estratto dalla pianta della colza, pianta dai fiori gialli che cresce nei climi freddi, e l'olio di cocco. Anche questi oli vegetali però sono ricchi di grassi saturi, L'olio di cocco ne contiene addirittura l'86% rispetto al 50% dell'olio di palma. Quindi, qual è l'alternativa sostenibile? Al momento c'è un'alternativa che aiuta l'ambiente, ed è l'olio di palma certificato Rspo (Roundtable on Sustainable Palm Oil) organizzazione non governativa nata nel 2004, tra i fondatori troviamo anche il Wwf. L'obiettivo della Rspo per il 2020 è di arrivare ad un consumo del 100% di olio di palma certificato sostenibile in tutta Europa. Un'altra alternativa che potrebbe essere valida è stata riprodotta in laboratorio ed è un lievito oleoso dal nome complicato Metschnikowia pulcherrima, ma che ha molte caratteristiche in comune con l'olio di palma dal punto di vista del profilo dei grassi. Se questa alternativa si rivelerà valida si potrà dire di aver trovato una soluzione sostenibile per salvare le foreste e l'habitat animale.