Olimpiadi Tokyo 2020
27 Luglio 2021
08:00

Olimpiadi di Tokyo, Alex Morgan in campo dopo il parto: maternità e carriera non sono inconciliabili

Il rinvio delle Olimpiadi a causa della pandemia ha permesso alla calciatrice statunitense Alex Morgan di rimettersi perfettamente in forma dopo la gravidanza e il parto. Non ha mai pensato di lasciare lo sport, una volta sopraggiunta la maternità: far convivere le due cose non è impossibile per una donna (e un’atleta), se adeguatamente supportata.
A cura di Giusy Dente
Alex Morgan
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Olimpiadi Tokyo 2020

Il rinvio delle Olimpiadi (a causa della pandemia) è stato un'arma a doppio taglio. Per alcuni atleti si è rivelato uno svantaggio: un anno in più in alcune discipline pesa moltissimo. Per altri invece è stato l'occasione per migliorare ulteriormente le prestazioni, arrivando a Tokyo più forti e pronti. Ed è questo il caso della calciatrice Alex Morgan. Per lei i mesi appena trascorsi sono stati essenziali per il recupero post gravidanza e post parto. Se le Olimpiadi non fossero state rimandate non ce l'avrebbe probabilmente fatta a rimettersi pienamente in forma, per poter tornare in campo al massimo delle forze e sfoggiare tutto il suo talento.

Alex Morgan, regina del calcio femminile

L'attaccante statunitense arriva a Tokyo a 32 anni: per lei è la seconda edizione delle Olimpiadi, dopo Londra 2012. In quell'occasione suo è stato il gol della vittoria al 123esimo minuto della semifinale contro il Canada. Poi la squadra è riuscita a portare a casa la medaglia d'oro, sconfiggendo il Giappone in finale. La calciatrice coi suoi meriti in campo si è guadagnata numerosi riconoscimenti ed è stata notata da diversi sponsor. Non a caso è una delle più pagate, proprio grazie a tutti gli accordi siglati coi brand. Ma non solo: è stata anche la prima calciatrice femminile a comparire sulla copertina dei videogiochi FIFA nel 2015, facendo il bis l'anno successivo accanto a Lionel Messi.

Alex Morgan
Alex Morgan

Lavoro e famiglia, è possibile

Nel dicembre del 2014 Alex Morgan ha sposato il collega calciatore Servando Carrasco e nel maggio 2020 è nata la loro prima figlia, Charlie Elena. La pandemia in pieno corso ha fatto slittare le Olimpiadi, che erano in programma dal 24 luglio al 9 agosto dello stesso anno. Nel suo caso, questo le ha permesso di riprendersi e rimettersi in forma con calma e serenità, senza eccessiva pressione: tra l'altro era anche reduce da un piccolo infortunio al ginocchio. Ora potrà affrontare certamente con più serenità il campo: gli occhi sono puntati sulle sue performance di gioco, visti anche gli ottimi risultati di Londra 2012 e tutti gli altri titoli conquistati da allora a oggi. Ci sono stati nel frattempo anche altri due oro ai campionati Mondiali: prima Canada 2015 e poi Francia 2019.

Alex Morgan
Alex Morgan

Lei gioca come professionista dal 2011, da quando aveva 22 anni: il campo da calcio è il suo habitat naturale, con le scarpette ai piedi si sente perfettamente a proprio agio. La maternità è stata una nuova avventura per lei, ma non ha mai pensato di lasciare lo sport, non si è mai sentita in dovere di scegliere: "Sto cercando di capire come essere la migliore mamma possibile e la migliore giocatrice di calcio possibile" ha detto a InStyle. È abituata a portare con sé la piccola Charlie agli allenamenti, tutte le sue compagne di squadra la conoscono e la adorano: è la piccola mascotte della squadra! Le ha già regalato una piccola palla come giocattolo, anche se con non poco stupore si è accorta che la calcia col destro a differenza sua, famosa per il tiro mancino!

Alex Morgan
Alex Morgan

Lei è convinta che la maternità nel mondo dello sport sia purtroppo ancora un tabù, che vuole contribuire ad abbattere, dimostrando che se adeguatamente supportate il ritorno alle proprie attività è possibile. "Penso che ci siano state poche indicazioni per le mamme incinte che sono attive, in forma, che sono atleti e ancora meno indicazioni dopo il parto per quando una mamma dovrebbe tornare a lavorare", afferma Morgan. Lei stessa era molto in dubbio su come doversi allenare, non sapeva se stava facendo troppo o troppo poco, ma sapeva di non voler scegliere tra lavoro e famiglia, una pressione che invece tante donne (e anche atlete all’apice della loro carriera) subiscono. Lei sogna un futuro diverso per sua figlia, dove ci sia innanzitutto parità di genere, dove le donna si sentano sempre valorizzate e non sminuite. È una sostenitrice dell’emancipazione femminile: "Per quanto abbiamo combattuto queste disuguaglianze di genere nel calcio, è ovunque . È nella tecnologia, è nella musica e nell'industria cinematografica".

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