Quando sei adolescente non lo sai che non potrai fare nulla per impedire il tuo destino. Quando sei adolescente non lo sai che ‘da grande’ sarai uguale a tua madre. Ci hai provato e riprovato, ti sei ripetuta che tu non saresti mai diventata come lei, e invece è successo e quando te ne sei accorta ti sei spaventata perché da te non te lo saresti mai aspettato. Succede all’improvviso, stai parlando con la persona che ami e, quando la stai per salutare, le dici “Stai attenta”. Ecco proprio quella frase che ti diceva tua madre e che tanto ti faceva innervosire. Le rispondevi con un po’ di arroganza, l’arroganza di chi non vuole sentirsi dire di stare attenta.

Quando eri adolescente pensavi che questa somiglianza ti avrebbe danneggiata. Quando eri adolescente, ammettiamolo, non capivi che la fortuna più grande che potesse capitarti fosse essere simile a tua madre, quella persona che più ti abbia amato, ti ama e ti amerà al mondo.

Tutte le volte che lei si preoccupava per te, ti sembrava apprensiva, pesante, eccessiva. Lei sapeva già che avresti sbagliato, avrebbe potuto impedirtelo, invece si è limitata ad avvisarti, ma poi ha lasciato che capissi da sola e prontamente era lì a farti sentire il suo appoggio. Sì a volte con un “te l’avevo detto”, altre tacendo. Però c’era. E oggi tu sei così, la persona che sa consigliare e che, se non ascoltata, è comunque pronta a consolare.

Forse ai tuoi figli, al tuo compagno, alla tua compagna o agli amici non suggerisci la maglia della salute anche il 15 agosto, ma se ti guardi allo specchio sai di somigliare alla persona che nel corso degli anni, senza che tu te ne accorgessi, ti ha insegnato ad amare incondizionatamente, a coltivare le relazioni, ad accudire anche chi, almeno in apparenza, diceva di non avere bisogno di te.

Quando sei adolescente non sai che quando sarai adulta la figura di tua madre avrà attraversato diverse fasi: un nido, poi una nemica e infine un’amica. Io non volevo diventare come mia madre, ma mi sbagliavo. E solo ora che me ne rendo conto penso sia giunto il momento di ringraziarla per tutte le volte che ha pazientato mentre io non capivo. Voglio solo dire una cosa però: mamma, in bici non posso andare piano, se no non si mantiene in equilibrio e allora sì che cado, e no, il caschetto non me lo metto, non ce la posso fare.

[Foto copertina di Nuffer]