Il ciclo mestruale è un evento fisiologico che colpisce ogni rappresentante del sesso femminile una volta al mese a partire da quando entra in età fertile fino all'arrivo della menopausa. Solitamente si usano rimedi di ogni tipo per arginare la perdita di sangue all'arrivo delle mestruazioni, dagli assorbenti classici ai tamponi interni, fino ad arrivare alle coppette mestruali, ma negli ultimi tempi sono moltissime quelle che praticano il free bleeding e che dunque non usano niente di tutto ciò in quei giorni. Si tratta di una mania nata negli anni '70, diventata simbolo di emancipazione e libertà femminile poiché permette di ribellarsi ai condizionamenti sociali e culturali che vogliono "nascondere" il ciclo mestruale. Essendo quest'ultimo un fenomeno naturale, non deve provocare disagio o vergogna ed è per questo che sono aumentate le donne che non provano alcun tipo di imbarazzo nel mostrare le gocce di sangue mestruale.

Free bleeding: cos'è e come è nato

Si chiama free bleeding ed è una pratica sempre più diffusa che prevede di non usare nessun tipo di prodotto sanitario durante il periodo mestruale, così da dire addio a ogni tipo di tabù e di condizionamento sociale che riguarda questo fenomeno fisiologico che colpisce ogni donna in età fertile. Sono banditi, dunque, assorbenti e tamponi interni, al massimo si possono utilizzare asciugamani e lenzuola, anche se il più delle volte si preferisce rimanere "libere", non avendo paura di sporcare i vestiti con il sangue mestruale. Si tratta di una pratica nata negli anni '70, ovvero quando spopolava la cultura hippie, come reazione alla sindrome da shock tossico provocata proprio dagli assorbenti interni. E' proprio da quel momento in poi che il sesso femminile ha cominciato a combattere contro il tabù delle mestruazioni, non utilizzando nulla in quei giorni. Negli ultimi anni, dopo essere stato promosso da alcuni movimenti femministi come protesta alla tampon tax, ovvero la tassa sugli assorbenti, pagati come un "bene di lusso", il free bleeding è tornato in voga e sono moltissime quelle che lo sostengono senza imbarazzo.

Le testimonianze più famose di free bleeding

Una delle più grandi sostenitrici del free bleeding degli ultimi anni è stata Kiran Gandhi, la donna che nel 2015 ha corso alla Maratona di Londra senza usare assorbenti nonostante avesse il ciclo mestruale, arrivando così al termine della gara con i pantaloncini macchiati di sangue. La cosa aveva creato non poco scalpore ma è stata la stessa Kiran a motivarla, spigando che lo aveva fatto in segno di solidarietà a tutte quelle che non avevano accesso agli assorbenti per motivi economici o che, per questioni culturali, venivano escluse dalla vita della loro comunità durante i giorni del ciclo. A far discutere, anche Steph Gongora, una maestra di yoga del Costa Rica, che sui social ha pubblicato una delle sue lezioni, mostrando chiaramente una macchia di sangue mestruale sui leggings bianchi. Il suo obiettivo? Invitare le donne a non sentirsi in imbarazzo quando sanguinano e a non utilizzare nomignoli stupidi per paura di parlare liberamente di mestruazioni. Insomma, il free bleeding è diventata un simbolo di femminismo e ha assunto un forte significato politico, anche se la strada da percorre per dire addio a ogni tipo di tabù sull'argomento sembra essere ancora lunga.