Il ciclo mestruale è qualcosa di naturale e fisiologico per una donna che si trova in età fertile ma, nonostante ciò, esistono ancora molti tabù che lo riguardano. Trovandoci in una società maschilista, le mestruazioni sono sempre state considerate un affare esclusivamente femminile, tanto che le rappresentanti del gentil sesso ancora oggi provano un certo imbarazzo a parlarne liberamente. Da qui è nata l'abitudine di usare nomignoli strani per indicarle: ecco quali sono i più originali.

Da "profondo rosso" a "le mie cose": le espressioni più strane per parlare di mestruazioni

A chi non è mai capitato di provare imbarazzo parlando del ciclo mestruale? Essendo nate in una società maschilista, nella quale le mestruazioni sono sempre state considerate un affare esclusivamente femminile, è naturale non sentirsi a proprio agio quando si affrontano determinati argomenti, anche se si tratta di un evento fisiologico e naturale che accomuna tutte le donne in età fertile. E' proprio per evitare di nominare il ciclo che sono nati nomignoli e definizioni originali che spesso fanno non poco sorridere. Alcune le chiamano "profondo rosso", facendo riferimento al titolo del noto film di Dario Argento per parlare delle perdite di sangue, altre "barone rosso", rifacendosi allo storico aviatore tedesco, altre "il marchese" poiché i marchesi in passato avevano l'abitudine di indossare delle palandrane rosso vivo per distinguersi dal popolo. Tra le espressioni più utilizzate ci sono "le mie cose", che, essendo vaga, non crea imbarazzo, "essere indisposta", oppure "quei giorni del mese", visto che le mestruazioni arrivano sempre in una data specifica se il ciclo è regolare. Fino a qualche decennio fa, inoltre, si parlava di mestruazioni dicendo "ho le regole" poiché per una donna nubile era una fortuna aver scampato una gravidanza indesiderata. Una delle espressioni più originali per indicare il ciclo? "Il tempo della cioccolata", un riferimento agli attacchi di fame improvvisi tipici dei giorni che precedono l'inizio delle mestruazioni. Insomma, è chiaro che esistono innumerevoli modi di dire per evitare di parlare di qualcosa di assolutamente naturale. Non sarebbe forse arrivato il momento di emanciparsi, chiamando le mestruazioni con il loro vero nome?