Emily Bendell col brand di lingerie da lei fondato (Bluebella) punta su una visione di femminilità ben precisa: una donna sensuale, audace, forte, indipendente. Il marchio porta avanti valori di empowerment, inclusività e accettazione, per celebrare tutte le donne, sostenendole nelle loro sfide quotidiane e nel raggiungimento delle loro aspirazioni. Conferire autorità e giusto riconoscimento alle donne, dunque, è un pilastro imprescindibile per Emily Bendell e proprio per questo ha deciso di intraprendere un’azione legale contro un famoso club londinese che ancora oggi consente l’accesso ai soli uomini, mettendo dunque in atto una politica a tutti gli effetti discriminatoria, che va anche contro l'Equality Act 2010.

Emily Bendell fa causa al Garrick

Il Garrick Club di Londra è un cosiddetto “club per gentiluomini” fondato nel 1831 da un nutrito gruppo di personalità di spicco: 24 tra scrittori, musicisti, attori e così via, con lo scopo di promuovere l’incontro tra queste personalità rilevanti della società londinese e diffondere cultura. Inizialmente il numero massimo di iscritti era 300, poi innalzato a 400 e infine a 1400. Ma se a cambiare è stato il numero dei membri ammessi, in questi oltre 100 anni di storia a non cambiare mai è stata la regola base: accesso vietato alle donne. Queste possono visitare la collezione di dipinti, dare un’occhiata agli ambienti esclusivi del club, ma entrare a farne parte in qualità di membri nemmeno a parlarne. Questa politica discriminatoria ha attirato le attenzioni dell'imprenditrice 39enne Emily Bendell, che infatti ha deciso di procedere per vie legali contro il Garrick Club affinché elimini, finalmente, questa regola del tutto priva di senso.

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Garrick Club tra sessismo e discriminazione

Il Garrick Club di Londra non ha intenzione di adeguarsi. A differenza di altri storici club londinesi, che si sono mostrati più al passo con i tempi e più aperti di vedute e mentalità, questo a distanza di oltre un secolo dalla sua fondazione ancora porta avanti la sua politica maschilista. E lo fa senza alcun apparente motivo, visto che i suoi pilastri (la promozione della cultura e il sostegno alle arti) non sono certo inconciliabili con l’essere donna. Questo caso è l’ennesimo che dimostra quanto, negli ambienti elitari e del potere, l’accesso alle donne sia ancora visto con sospetto.

La richiesta di Emily Bendell

Emily Bendell ha dunque intenzione di intraprendere un’azione legale contro il Garrick Club, reo di violare l’Equality Act 2010 che impone pari trattamento a uomini e donne nell’accesso al lavoro e ai servizi (pubblici e privati), senza discriminazioni. La sua richiesta è ben precisa e l'ha esposta nel corso di un'intervista pubblicata da Vanity Fair: «Mi auguro che ora due terzi dei membri del Garrick Club accolgano i membri di sesso femminile. Per continuare e prosperare nel 21esimo secolo, il club dovrà assumere membri nuovi e più giovani ed è probabile che vogliano condividere il tavolo con membri di sesso femminile». Emily spera di sedersi, a quel tavolo, ma c'è da aspettare tempi lunghi: si parla di una lista d'attesa di ben sette anni.