sprechi natalizi

Anche quest’anno il Natale porterà le tavole ad imbandirsi di tradizione e nuovi esperimenti. Mangiate in compagnia e serate in raccoglimento fastoso saranno le occasioni per degustare portate che vanno da sfiziosi aperitivi a gustosissimi dolci di ogni genere. Ma per quanto Natale sia sinonimo di abbondanza, ciò non significa strafare e sprecare il cibo. Anche perché, oltre al costo vero e proprio dei singoli ingredienti, bisogna contare l’uso degli eventuali elettrodomestici e la fatica impiegata per preparare gustosi manicaretti.

L’Adoc, Associazione dei Consumatori, per limitare il cibo nella spazzatura, ha proposto cinque semplici regole da seguire durante le feste natalizie, ma anche nella quotidianità di tutti i giorni. Prima fra tutte è che la verdura va sempre posizionata nella parte bassa del frigorifero per evitare che generi cattivi odori e che diventi avariata. Importante è comprare meno e più spesso, regola d’oro per non ritrovarci con cibo scaduto o ammuffito. Bisogna ricordare che ogni piatto può avere al suo interno cibi già preparati e utilizzare, in questo modo, le rimanenze per comporre nuove ricette. E', inoltre,  importante imparare a surgelare correttamente i cibi. Per quanto alcuni non credano nell’efficacia di questa soluzione, è il modo più logico per non buttare via cibo. Infine bisogna conservare le rimanenze in contenitori ermentici affinché rimangano intatte tutte le proprietà dei cibi.

I calcoli Adoc non mentono. Quest'anno spenderemo 515 euro circa per le festività natalizie. All’incirca il 9% della spesa annua. Per ogni famiglia, inoltre, si contano circa 50 euro che finiscono nella spazzatura, più 20 per il cenone di Capodanno. Una riflessione nasce spontanea: «Con i soldi sprecati per questi appuntamenti – fa notare il presidente dell'Adoc, Carlo Pileri – una famiglia potrebbe fare la spesa per circa due settimane».

Roberta Santoro