La 70esima edizione del Festival di Sanremo deve ancora iniziare ma è già scoppiata la polemica a causa di alcune dichiarazioni definite sessiste del direttore artistico Amadeus. Durante la conferenza stampa, che si è tenuta qualche giorno fa, Amadeus ha presentato Francesca Sofia Novello, una delle co-conduttrici che ha voluto al suo fianco sul palco dell'Ariston, con queste parole: “È stata una scommessa. L’ho scelta perché, oltre ad essere bellissima, è capace di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”. Per molti le parole non ponderate del conduttore hanno ancora una volta relegato la figura femminile al ruolo di donna "bellissima", incapace di cancellare l'etichetta "fidanzata di".

La reazione di Myss Keta alle affermazioni di Amadeus

Myss Keta, che quest'anno presenterà "L'altro Festival" al fianco di Nicola Savino, è rimasta colpita da quelle affermazioni e, essendo da sempre un'icona femminista e una sostenitrice della forza senza limiti del "gentil sesso", non ci ha pensato su due volte a reagire duramente. Durante un evento organizzato dalla Treccani con Nicola Lagioia, ha dichiarato:

Io penso che il posto di una donna sia davanti a un uomo e che una donna non deve stare al posto che le impone la società ma deve prendersi il suo. Ho visto la conferenza, sono rimasta un po' come un ghiacciolo, cosa posso dire? Penso che nessuna di noi donne voglia stare al suo posto, anzi credo che ognuna di noi voglia conquistarne altri e voglia superare anche certi uomini che dicono queste cose, nel senso mettersi davanti a loro. Siamo vicine alla conduzione del Festival dopo questa conferenza, stai attento Amadeus.

Le donne possono essere solo vallette a Sanremo?

Se da un lato la diretta interessa dalla questione, Francesca Sofia Novello, ci ha tenuto a difendere Amadeus sui social, affermando di non essersi sentita offesa dalle sue parole, dall'altro sul web è scoppiata una vera e propria bufera. Myss Keta è riuscita a centrare il punto della questione, urlando a gran voce che una donna non è obbligata a rispettare un preciso ruolo che le impone la società, soprattutto quando le viene richiesto di rimanere all'ombra del proprio compagno. Sanremo, però, si sa, è il trionfo delle convenzioni, delle tradizioni, dei luoghi comuni e sembra non riuscire ad andare oltre lo stereotipo uomo-direttore, donna-valletta, come se fosse questa l'unica realtà possibile e accettata. Quello che ci si chiede è: il pubblico crede ancora che le rappresentanti del sesso femminile non abbiano le capacità per ricoprire un ruolo di primo piano? Oppure è il Festival di Sanremo che non riesce a dare spazio alla modernità?