a sinistra Iris Van Herpen Autunno/Inverno 2012–2013 – a destra Charles James 1951
in foto: a sinistra Iris Van Herpen Autunno/Inverno 2012–2013 – a destra Charles James 1951

Moda che cambia, moda che torna, moda che passa ma non passa poi mai davvero, moda che fa sognare a occhi aperti e che sempre più fa riflettere anche sulla società e sui temi moderni: e forse proprio per questo non manca di incuriosire sempre più. Proprio la moda è la protagonista della nuova mostra del Met di New York (Metropolitan Museum), che nelle precedenti esposizioni ha dato spazio a un ventaglio ampio di argomenti, dalla religione alla tecnologia. Il faro sulla moda femminile dagli anni '70 dell'Ottocento a oggi è un modo per fare sì storia sartoriale in senso stretto, ma per ampliare il raggio della riflessione anche al modo in cui senza neanche accorgercene certe mode vengono riproposte proprio dove non ci aspetteremmo. Nel suo costante volgersi al futuro ed essere al passo col tempo, c'è un occhio ben puntato al passato, un piede ben piantato nelle tradizioni: ed è lì che si annida quel seme che fa sì che in fin dei conti la moda non passi mai di moda veramente. La spinta, avvertita particolarmente forte in età contemporanea, è al miglioramento: ecco perché c'è una crescente attenzione al tema della sostenibilità per esempio, così come a quello dell'inclusività. About Time: Fashion and Duration, questo il titolo della mostra, era anche il tema pensato per il Met Gala 2020, annullato a causa della pandemia. L'evento più atteso dell'anno che si tiene solitamente nel mese di maggio quest'anno non si è svolto: nessuna consueta raccolta fondi, vitale per il finanziamento di mostre e pubblicazioni, ma anche importante vetrina per le celebrities che vi prendono parte e che sfilano sul red carpet.

La moda tra presente, passato e futuro

La mostra About Time: Fashion and Duration sarà disponibile fino al 7 febbraio 2021. Si sviluppa su due binari paralleli. Da un lato un percorso cronologico, che permette di vedere l’evoluzione dell’abbigliamento femminile dal 1870 a oggi. E la scelta proprio di quell'anno non è affatto casuale: perché è l'anno di fondazione del Met, di cui dunque ricorre il 150esimo anniversario. Scorrendo i decenni, via via fino ad oggi, si nota ovviamente come lo stile, i tessuti, gli abbinamenti e le silhouette siano cambiati, ma senza mai morire del tutto. E infatti il secondo binario dell'esposizione vuole proprio evidenziare i cosiddetti "corsi e ricorsi" della moda, che torna anche a distanza di anni e in brand che non hanno apparentemente nulla in comune. Ogni abito è come se accogliesse in sé delle associazioni temporali in cui le tre dimensioni (presente, passato, futuro) si fondono, spingendosi verso direzioni imprevedibili. E la direzione futura che pare suggerire la mostra è quella di una moda etica e rispettosa, meno selvaggia verso l'ambiente, come dimostra la scelta dell'abito di chiusura: un abito bianco di Viktor & Rolf realizzato con materiali riciclati in un design patchwork, proprio per puntare il faro sul concetto della sostenibilità.

About Time: Fashion and Duration

About Time: Fashion and Duration è molto più che una semplice esposizione di vestiti in ordine cronologico. Anzi, la verità è proprio che ciascun capo iconico posto all'attenzione del visitatore vuole spingersi ben oltre il suo contesto, andando sia avanti che indietro nel tempo. Ad aiutare in questa riflessione sul tempo ci pensano alcuni estratti dei romanzi di Virginia Woolf, che accompagnano i capi esposti: la scrittrice è una sorta di "narratrice fantasma" del percorso. Le citazioni dei suoi romanzi fungono appunto da anello di congiunzione nella narrazione, per far riflettere proprio sul passare del tempo e porre ogni pezzo in linea di continuità col precedente e col successivo e puntare più su un concetto di durata, che di contestualizzazione.

L'orologio ticchetta. Le due lancette sono convogli che marciano attraverso un deserto. Le barre nere sul quadrante dell'orologio sono oasi verdi. La lancetta lunga marcia in avanti per trovare l'acqua. L'altra inciampa dolorosamente tra le pietre calde del deserto. Morirà nel deserto. (Virgina Woolf, The Waves, 1931)