Nel secondo giorno della Milano Fashion Week sfilano ancora grandi nomi della moda italiana ed internazionale, tra cui Salvatore Ferragamo, John Richmond, Daks, Moncler Gamme Bleu e Antonio Marras, i quali hanno presentato nella città meneghina le nuove collezioni uomo per la prossima Primavera/Estate 2015. Durante la prima giornata di Milano Moda Uomo avevamo potuto osservare le collezioni di designer che hanno scelto di volgere lo sguardo al passato per cercare di dare nuova forma alla contemporaneità. Tale tendenza "retrò" sembra essere la vera protagonista nelle sfilate milanesi, infatti, anche durante la seconda giornata sono diversi i designer che utilizzano stili classici come base su cui poter costruire qualcosa di nuovo e moderno. L'elemento passato però si mescola con una particolare sporty attitude, infatti anche la moda sembra essere pervasa dalla febbre dei Mondiali di Calcio del Brasile. Le passerelle si trasformano in campi da calcio e diversi marchi si ispirano ad un mood sportivo rivisitato in chiave fashion. Ecco le migliori sfilate della giornata.

Il bad boy di John Richmond sceglie lo stile sporty couture

Sfumando il confine tra l’eleganza sartoriale e lo sport chic, John Richmond veste il suo uomo con look dal mood casual all'interno dei quali elementi sofisticati ed eleganti nascono in maniera del tutto naturale. Quella di Richmond è una collezione in cui i capi del guardaroba sportivo maschile vengono trasformati con dettagli couture; in cui sono protagonisti due colori, il bianco e il nero, intervallati da sprazzi forti di blu intenso e di un rosso vibrante; in cui pelle laserata e tessuti forati si intersecano con stampe elettriche, fantasie Paisley e con particolari collage grafici. In questo mix di stili e ispirazioni differenti Richmond inserisce anche alcuni cenni che riportano al classico mood sportivo dei college americani, contrapponendolo ad elementi presi dalla cultura jamaicana, tutto per creare l'immagine di un bad boy irriverente e senza limiti, un uomo rivoluzionario che rompe le regole attraverso le sue scelte di stile.

Salvatore Ferragamo e i colori della terra

 

I colori caldi di terre lontane e desertiche, nuance neutre eppure così lucenti, caratterizzano l'intera collezione uomo per la Primavera/Estate 2015 di Salvatore Ferragamo. Massimiliano Giornetti, art director della maison, propone in passerella uno stile senza tempo, capace di legarsi saldamente alla tradizione di una storica casa di moda italiana, il tutto riuscendo ad innovare attraverso singoli dettagli, piccoli accorgimenti quasi impercettibili capaci di trasformare un mood classico in qualcosa di estremamente contemporaneo. Giornetti crea una collezione stratificata, nei tessuti e nelle ispirazioni, manipola le stoffe creando sui capi affasicnanti effetti trompe l'oleil, attinge dal mondo dallo sportswear rendendolo più sofisticato e sartoriale. In passerella sfilano splendidi soprabiti leggerissimi, giacche con cinture in vita e pantaloni con pinces. Ogni capo è un tassello capace di disegnare la visione di Giornetti, il quale guarda allo stile anni '40 e lo trasforma, creando una collezione adatta ad un uomo che ama apparire perfetto in maniera naturale. L'uomo Ferragamo è elegante e sobrio, non ama gli eccessi, sa essere alla moda senza strafare, segue le tendenze in maniera personale, crea il suo stile scegliendo capi lineari in cui sono i dettagli a fare la differenza.

Il decostruttivismo di Daks

Per la Primavera/Estate 2015, Daks infrange tutte le regole e soprattutto le sue: Filippo Scuffi, Direttore Creativo, propone in passerella uno stile tutto nuovo, così la nuova collezione del marchio ha come tema il decostruttivismo. Sia la collezione sia la sfilata ruotano intorno al significato etimologico di questa parola e al modo di pensare che essa rappresenta. Il sapore è vagamente anarchico e apparentemente irrazionale: la scelta della location, lo scenario, il set, l’accostamento dei colori e dei tessuti, persino il casting. Infatti ad indossare la collezione sono modelli di varie età e morfologia, per rappresentare al meglio il melting pot di culture che da sempre contraddistingue Londra . Si tratta di uno squilibrio estetico , una vera e proprai lode all'errore, che trova il suo nuovo e preciso ordine proprio grazie alla sua pianificazione ed organizzazione. Una rivoluzione che non è un fine a sé ma che è destinata a creare nuove regole e una nuova visione estetica contemporanea per un marchio dalle radici storiche .

Il ring di Moncler Gamme Bleu

 

Alla sfilata Primavera/Estate 2015 di Moncler Gamme Bleu la passerella si trasforma in un ring sul quale combatte l'uomo pensato da Thom Browne, direttore creativo del marchio. Lo stilista si ispira al mondo della boxe per costruire una spettacolare collezione al di fuori degli schemi, presentata in un altrettanto inconsueto fashion show. Browne riesce a rendere eleganti gli abiti sportivi trasformandoli completamente, utilizza guantoni, pantaloncini da puglie, stringhe ed altri simboli della boxe per decorare abiti da sera, giacche sartoriali e lunghe cappe. L'uomo di Moncler è un moderno pugile alla moda, che porta con sè nella vità di tutti i giorni la sua più grande passione, è un uomo che veste questa passione, la indossa, la trasforma, non se ne sepra mai. La bellezza dei look che sfilano in passerella sta nei dettagli, in quelle giacche con le spalle che sembrano strappate, nella sovrapposizione delle stoffe, nel mix di stampe opposte che si uniscono in un continuum affascinante. Thom Browne dimostra ancora una volta la sua genialità e il suo estro creativo, mettendo in ogni capo il suo stile unico, trasformandolo ed adattandolo ad una masion storica come Moncler.

Antonio Marras porta il calcio in passerella

 

Quando credi di aver visto proprio tutto, Antonio Marras è capace di stupire ancora. Per presentare i nuovi capi maschili il designer ha scelto un campo sportivo all'interno di un parco milanese. Sullo sfondo una band di percussionisti suonavano la colonna sonora di uno show fuori dal comune con tanto di calciatori in passerella. La collezione uomo Primavera/Estate 2015 di Antonio Marras è un personale tributo al calciatore Gigi Riva, ad un eroe della sua terra, ad un idolo che con le sue "gesta" ha saputo riscattare la Sardegna, "un'isola maltrattata dagli uomini e dalla natura", come il designer ama definirla. Il campione nel 1970 fece vincere lo scudetto alla squadra del Cagliari, la vittoria riempì d'orgoglio il popolo sardo, per cui Riva è ancora oggi un idolo indimenticato. Marras sceglie dunque di omaggiare questa figura mitica creando una collezione sport couture, mescolando linee sartoriali con dettagli raccolti dal guardaroba sportivo. Elastici in vita, cappucci ed altri dettagli sportivi trasformano i capi più classici, lo smoking sembra dunque trasformarsi in una tuta, mentre la giacca maschile appare come una felpa. La mescolanza di stili opposti è condita con particolari prints floreali o con stampe "calcistiche", tra cui spicca quella con la prima pagina dell'inserto del giornale "L'Unione Sarda" interamente dedicato alla vittoria nel campionato italiano del Cagliari. Il risultato finale è una bellissima collezione composta da capi iper moderni e di tendenza, una collezione inaspettata che solo Antonio Marras poteva creare.