Gli stilisti non riescono solo a imporre mode e tendenze attraverso le creazioni presentate in passerella, quelli che raggiungono un successo internazionale riescono a influenzare anche il mondo della cultura. E' il caso, ad esempio, di Alexander McQueen, il designer britannico morto 8 anni fa che ha fato storia nel fashion system. Non è un caso che Ian Bonhôte e Peter Ettedgui gli hanno dedicato un docufilm intitolato "McQueen", che verrà presentato al Tribeca Film Festival di New York, in cui si raccontano le luci e le ombre della sua vita e della sua carriera.

Il docufilm su Alexander McQueen

In occasione del Tribeca Film Festival, l'ambito evento dedicato al mondo del cinema che si tiene ogni anno a New York, Ian Bonhôte e Peter Ettedgui hanno realizzato un docufilm di 11 minuti sulla vita e sulla carriera sullo stilista britannico Alexander McQueen, morto suicida 8 anni fa. Tra filmati di repertorio, materiali inediti, interviste esclusive, viene raccontato tutto quello che ha caratterizzato l'esistenza di un genio ribelle come il suo e anche i problemi e i disagi che lo hanno spinto a impiccarsi. “Nessuno ha scoperto McQueen, McQueen ha scoperto se stesso”, si sente all0interno del trailer della pellicola. Alexander è stato un designer rivoluzionario e provocatore, che ha trasformato le sfilate in eventi teatrali, entrando tra le leggende del fashion system. E' proprio per questo che ancora oggi sono moltissimi quelli che intendono celebrarlo, considerando ancora rivoluzionario il suo incredibile talento. Tutti quelli che non si vogliono perdere il film a lui dedicato saranno lieti di sapere che debutterà nei cinema inglesi l’8 giugno alla Picturehouse Central

I successi di Alexander McQueen

Alexander McQueen era nato nel 1969 a Londra, era il sesto figlio di un tassista ma è riuscito a cambiare per sempre la sua vita. Da giovanissimo ha lavorato per Savile Row, per Gieves & Hawkes e per i celebri costumisti teatrali Berman & Nathans, mentre a 20 anni si è trasferito a Milano per collaborare con Romeo Gigli. Nel 1992 è tornato a Londra e ha portato a termine gli studi alla Saint Martin's School of Art. Nel 1996 è iniziata la sua carriera nel fashion system, visto che ha sostituito John Galliano alla direzione creativa di Givenchy, dove è rimasto fino al 2001. E' stato direttore creativo di Givenchy, E' poi passato a Gucci e ha collaborato con Puma ma, allo stesso tempo, ha fatto conoscere il suo nome nel mondo dell'alta moda, mettendo in scena sfilate trasgressive e rivoluzionarie, come quella organizzata in un ospedale psichiatrico nel 2001. Si è aggiudicato per ben 4 volte il titolo di "stilista inglese dell'anno", ha vinto il premio "stilista dell'anno" dal consiglio Fashion Designer Awards nel 2003, ha vestito innumerevoli star, prima tra tutte Lady Gaga, che ha spesso sfoggiato nei suoi video le celebri calzature Armadillo, le stesse che le modelle si erano rifiutate di indossare in passerella perché troppo alte e a rischio distorsioni. Insomma, la sua carriera è stata costellata di successi. Nel 2010, però, all'età di 40 anni, è stato trovato impiccato nella sua casa londinese poco dopo la scomparsa della mamma. La Maison che porta il suo nome esiste ancora ma gli abiti vengono disegnati da Sarah Burton, che più volte ha dichiarato di non averlo mai dimenticato.