Cosa succede se il giorno delle proprie nozze viene messo a rischio dalla pandemia che sta sconvolgendo tutto il mondo? Molte spose, dopo tutto l'impegno e il tempo spesi per organizzarlo nei minimi dettagli, si trovano costrette a doverlo rimandare per far fronte all'emergenza da Coronavirus. Come fare per poter ripensare al giorno che tanto abbiamo sognato, riuscendo a gestire anche un crollo emotivo che può seguirne? Per rispondere a questa e a tante altre domande abbiamo chiesto aiuto a Enzo Miccio, wedding planner, conduttore televisivo e stilista che vanta nel settore una carriera ventennale. «Mettere a rischio il giorno più importante della propria vita, capire che è in bilico, non sapere se si può fare o se si può fare come lo avevano sognato, è un qualcosa che mi fa soffrire, perché faccio questo mestiere da 20 anni ed è la mia missione».

Come affrontare questa situazione di emergenza

Per i matrimoni non imminenti Enzo Miccio consiglia di attendere e non lasciare che il panico prenda il sopravvento. «È una situazione di tensione molta alta, c’è preoccupazione per quanto riguarda i preparativi, le location, gli spostamenti. Devo dire che fino ad adesso le spose hanno tenuto i nervi ben saldi, soprattutto sapendo che c’è un consulente che le possa rassicurare. Io ho sempre detto che il mio compito non è solo quello di infiocchettare un bel posto e far sì che tutto sia bello, ma è anche quello di rassicurare le mie clienti. Le spose che si affidano a me hanno bisogno di essere prese per mano e accompagnate verso il loro giorno più bello, io sto dicendo loro “ragazze non facciamo prendere dal panico”, non prendiamo decisione troppo affrettate». Le prime ad essere rimandate ovviamente sono state le celebrazioni di aprile, spostate tra luglio e settembre, sulla base delle varie disponibilità, mentre da maggio in poi la situazione è ancora in stand-by. «Sono a casa a lavorare insieme alle mie ragazze, per cercare di dare supporto alle mie spose. Ovviamente sono in contatto con tutte le location, perché, qualora si dovessero spostare le date, sempre per i matrimoni imminenti, il problema è trovare una disponibilità nei prossimi mesi del 2020 che possa andare bene sia alla mia cliente che alla location».

Quanto vale il business dei matrimoni in Italia

Il rischio è che si prendano decisioni affrettate, rinunciando a date che ancora non sono compromesse e andando a creare un sovraffollamento in mesi come ad esempio settembre. «Se noi disdiciamo tutte le date del 2020 ecco che lì potrebbe subentrare veramente una grossa crisi del settore. Direi a tutte le spose d’Italia di pensarci bene perché intorno alla Wedding Industry gira un mondo incredibile, basti pensare alle società di catering, ai fioristi, alle derrate alimentari, alle location stesse». Basti pensare che solo in Italia le industrie che lavorano nel settore del wedding sono circa 50mila e il fatturato complessivo della Wedding Industry nel nostro Paese si aggira attorno ai 487 milioni di euro, con un costo medio per matrimonio di oltre 53mila euro. Cifre significative che rendono il business dei matrimoni uno tra i più significativi. «Mi rendo che il mio settore è molto delicato. Mi occupo di eventi, di aggregare persone, cioè tutto ciò che in questo momento è assolutamente vietato, ma dobbiamo camminare con i piedi di piombo».

Matrimonio rimandato: perderò i soldi investiti nell'organizzazione?

Per quei matrimoni che devono per forza essere rinviati nulla è perduto. «Verrà ripreso in mano tutto il progetto. Se qualcuna ha già stampato gli inviti si possono fare delle call, ad esempio, evitando magari di supportare ulteriori spese». Il problema economico non è assolutamente da sottovalutare, soprattutto in un momento così difficile nel quale tutte le attività non necessarie sono ferme. Nulla, però, andrà perduto, come assicuro lo stesso Miccio. Trattandosi di una emergenza straordinaria, infatti, è possibile richiedere rimborsi, che siano di biglietti aerei o delle camere prenotate per gli ospiti.

Da cosa partire quando si è costretti a rimandare il proprio matrimonio

Vanno ripensati ovviamente anche alcuni dettagli, dal vestito alla tipologia di ricevimento inizialmente deciso. «Mi viene in mente l’abito della prima cliente di cui abbiamo dovuto rimandare le nozze. Un vestito pensato per aprile non si può mettere a luglio o per lo meno non esattamente allo stesso modo e con tutti gli accessori. Poi arriva la scelta del menù, magari ad aprile era stato deciso il pranzo, perché ovviamente le giornate sono ancora un po' più corte e il clima è mite. In estate sarà di pomeriggio, quindi ci sarà una cena. Sono cose che vanno sistemate a livello progettuale. Ma di questo me ne devo occupare io, non è un loro pensiero».

Un aiuto per superare le difficoltà

In questo momento poter contare su un consulente può aiutare ad affrontare questa situazione di emergenza. «Quello che mi sento di consigliare alle spose che non avevano previsto una consulenza, non per spezzare una lancia a mio favore, ma proprio considerando la difficile situazione, è di farsi aiutare. Abbiamo una rete di contatti, in pochissimo tempo cerchiamo di trovare un'altra data, un’altra location, un altro fornitore, qualora quello scelto sia troppo impegnato o non possa garantirci lo stesso servizio». Non è un anno facile e per chi lo aveva scelto per sancire il proprio amore non sono poche le difficoltà da affrontare, sia economiche che emotive. Ma una cosa è certa e lo stiamo imparando in queste difficili settimane: dobbiamo avere pazienza e non lasciare che l'ansia prenda il sopravvento, facendoci decidere in maniera affrettata. «Alle mie spose prometto, parola di Enzo Miccio, che vi organizzo il matrimonio che avete sempre sognato in due settimane e lo posso fare».