Louis Vuitton ha chiuso la Paris Fashion Week dedicata alle collezioni per la Primavera/Estate 2021, facendo sfilare i suoi modelli in un luogo insolito, i corridoi e le scalinate dei grandi magazzini Samaritaine. Questa edizione della Settimana della Moda è stata diversa dal solito, a causa della pandemia molte griffe hanno rinunciato alle sfilate tradizionali, preferendo degli show virtuali, senza pubblico o con pochissimi invitati nel front-row. Cosciente del fatto che questo momento storico cambierà in modo drastico la vita di ognuno di noi, il direttore creativo Nicolas Ghesquière ha mandato in passerella dei guerrieri moderni pronti a tutto che, tra abiti-armatura e indumenti genderless, non hanno alcuna intenzione di essere definiti in base al loro sesso.

I guerrieri urbani di Louis Vuitton

La collezione per la Primavera/Estate 2021 firmata da Nicolas Ghesquière, il direttore creativo di Louis Vuitton, dà spazio allo streetstyle più che al bon-ton. Modelli e modelli sono stati trasformati in guerrieri urbani pronti a tutto, sono degli angeli moderni che si ispirano al protagonista del film "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders, dunque delle creature eteree che vanno alla ricerca di carnalità, anche se la cosa comporta non poche difficoltà. I vestiti sono corazze lucenti, ci sono completi in paillettes, giacche-armatura oversize, spalline appuntite, zoccoli-pump, pantaloni con maxi tasche e cinturoni, stivaletti da neve: tutto è stato creato per affrontare e guardare oltre il momento storico che stiamo vivendo, un periodo così difficile e assurdo che sembra essere quasi apocalittico.

Gli slogan no gender sugli abiti

Il 3 novembre negli Stati Uniti ci saranno le elezioni presidenziali e il direttore creativo di Louis Vuitton non è voluto rimanere indifferente di fronte la questione. Sulle felpe e sulle t-shirt della collezione per la Primavera/Estate 2021 è stato stampato a caratteri cubitali lo slogan "Vote", cosa che sottolinea l'importanza del voto in un periodo storico difficile come quello che stiamo vivendo. Votare è diventato il simbolo del cambiamento, un modo per far sentire la propria voce, un gesto di ribellione. Sui capi della linea, inoltre, sono stati stampati anche altri slogan come "Drive" o "Skate", delle attività che secondo gli stereotipi sono tipicamente maschili ma che ora sono finite anche sugli indumenti per donna, a prova del fatto che non esistono differenze tra i due sessi. Louis Vuitton ha proposto dunque una moda genderless ma, a differenza del solito, non si tratta di un trend temporaneo ma di una vera e propria constatazione: la Maison ha vestito una generazione che non vuole essere definita in base al proprio genere.