Benché tante donne ultimamente stiano cercando di lanciare messaggi positivi, per invitare all’accettazione del proprio corpo, questa sollecitazione non è poi così facile da fare propria e interiorizzare sul serio. Leggere le proprie beniamine del mondo dello spettacolo che incitano all’amore verso se stessi, difetti compresi, è un tassello importante sulla strada della body positivity, perché umanizza anche quelle dive che erroneamente crediamo perfette e irraggiungibili e che invece hanno come chiunque giornate no e un non sempre ottimale rapporto con lo specchio. Eppure ammettiamolo: se ci dessero una bacchetta magica e ci dicessero che con quella potremmo immediatamente toglierci qualche chilo, quante (anche di quelle che inneggiano all’accettazione) non lo farebbero? Il recente post dell’attrice Lena Dunham è uno dei più sinceri degli ultimi tempi, perché il fenomeno body positive rischia di diventare una moda, un cumulo di parole e frasi fatte, che si scontrano con la realtà del guardarsi allo specchio e non piacersi, anche dopo aver fatto tanta fatica per accettarsi.

Il ritorno delle vecchie insicurezze

Quello che proviamo quando ci guardiamo allo specchio condiziona moltissimo le nostre vite, dall’umore al rapporto col prossimo. In un periodo già delicato e precario come quello che stiamo vivendo, certe negatività possono acuirsi a dismisura. Compreso quel senso di inadeguatezza che riguarda il proprio corpo. Il lockdown e la pandemia hanno fatto rivalutare tanti aspetti della quotidianità: per qualcuno sono stati lo spunto per dare avvio anche a cose costruttive: è stato boom di workout casalinghi, per esempio. Ma certamente si è trascorso anche molto tempo soli con se stessi oziando, gardando la propria vita sotto una nuova prospettiva. O forse, sotto quella vecchia. Ed è quello che è successo all’attrice Lena Dunham, che in un lungo post su Instagram ha scritto che le antiche insicurezze sul suo aspetto sono riaffiorate: “In qualche modo la pandemia ha riportato a galla alcuni vecchi sentimenti di disprezzo e penso che tutto si possa ricondurre a quella maledetta lista di cose da fare, la stessa iniziata durante il lockdown”.

C'è tanto altro, oltre l'aspetto fisico

La protagonista di Girls ha spiegato di aver avuto sempre un rapporto controverso col proprio corpo: «Crescendo paffuta, grassa o come volete chiamarlo, ho sempre sentito che il mio corpo dava il messaggio: "Sono pigro e ho fatto poco". Come se trovando la volontà di investire un 30% in più, avrei potuto stare meglio». Nonostante tutte queste pressioni avvertite dalla società e dai social, nel corso degli anni ha fatto pace con se stessa: «Mentre il mio corpo mi guidava attraverso la mia carriera, la malattia e la disabilità, ho iniziato ad apprezzare ciò di cui era capace». Ed ecco poi la pandemia, l’immobilità, la sospensione, mentre sui social tutti esibivano rinnovate energie e voglia di fare, organizzando le giornate e facendo liste di "to do": «Dovrei rinnovare il mio frigorifero con verdure e mostrare foto prima/dopo uscendo dalla quarantena con un corpo da paura? E perché dopo tutti questi anni passati a coltivare l'amore per me stessa mi sento ancora come se la perdita di peso fosse una cosa da fare? Quando potrei aggiungere "imparare lo spagnolo?" o "innamorarsi di un pompiere"?».

La pressione del non essere abbastanza

Il post di Lena Dunham è quello di una donna che a fatica ha accettato il proprio corpo, nonostante le pressioni sociali e gli standard di perfezione così imperanti soprattutto nel mondo dello spettacolo. Con sincerità, l'attrice ha ammesso che anche lei, dopo tante battaglie, è tornata vittima di quei modelli, di quegli stereotipi, di quel sentimento di inadeguatezza, di "non essere abbastanza" e dover dimagrire. Il suo messaggio mette sotto una luce nuova anche chi, da fiera sostenitrice del body positive, non manca di sentirsi ogni tanto sopraffatta per ciò che la società richiede o per ciò che si vede sui social. Ciò che conta, però, è essere sempre consapevoli delle proprie conquiste, di ciò che si è indipendentemente dal proprio peso e dal proprio corpo, senza sentirsi giudicate o in colpa per non aver fatto quel workout o per non aver seguito la dieta dell'ultima moda.