La "loi mannequin", la legge promossa dal governo socialista del presidente Francois Hollande per combattere l'anoressia nel mondo della moda, è entrata in vigore in Francia con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da ora in poi, le modelle dovranno sottoporsi a una visita generica e preventiva e a degli esami specifici prima di sfilare in passerella o di partecipare a un servizio fotografico, così da dimostrare con un apposito certificato medico dalla durata di 2 anni di non soffrire di alcun disturbo alimentare.

La legge è stata promossa nel gennaio del 2016 nella speranza di prevenire problemi come l'anoressia particolarmente diffusi in Francia. Sarebbero 600.000 le giovani francesi che lottano contro disturbi del comportamento alimentare, che rappresentano la seconda causa di mortalità tra i 15 e i 24 anni. All'inizio il provvedimento prevedeva l'inserimento del limite minimo del Bmi, cioè l'indice di massa corporea, che sarebbe dovuto essere pari a 18. La proposta però è stata rifiutata poiché fortemente criticata dal fashion system.

La "loi mannequin" verrà applicata alle modelle e alle agenzie di tutti i paesi della comunità europea che lavorano in Francia, coloro che non la rispetteranno rischiano di essere multati fino a 75.000 euro e di andare in prigione per 6 mesi. A partire da ottobre, inoltre, le fotografie a uso commerciale dovranno essere accompagnate dalla menzione "fotografia ritoccata" nel caso in cui sia stato utilizzato Photoshop per eliminare le imperfezioni. L'obiettivo è evitare di promuovere degli ideali di bellezza impossibili e inaccessibili.