Lea T per Redken
in foto: Lea T per Redken

Le campagne pubblicitarie dei brand beauty si stanno rivoluzionando: dopo le  muse over 60 come Helen Mirren arriva Lea T, prima modella transessuale a diventare il volto delle campagne di Redken.

A rivelarlo è stato proprio il brand attraverso la pagina Facebook: "Siamo molto fieri ed emozionati di potervi presentare la nuova musa Redken, la modella brasiliana e attivista contro il bullismo Lea T." Un metro e ottanta, occhi e capelli castani e una femminilità innata che l'hanno portata a trasformare il suo corpo per diventare la bellissima modella che è oggi. La sua non è la prima esperienza nel mondo della pubblicità: a lanciarla infatti è stato il marchio Givenchy che nel 2010 l'ha resa il volto protagonista della campagna autunnale e anche Benetton l'ha scelta come testimonial per la sua campagna P/E 2013.

Shane Wolf, la Global General Manager di Redken, ha spiegato il perché la scelta è ricaduta sulla top model brasiliana. «Lea T è una vera pioniera nel campo del beauty. Esprime la visione di Redken di una bellezza globale ed ha una percezione di sé e della bellezza assolutamente particolare». La modella è entusiasta di rappresentare il brand: "mi piace lavorare con Redken perché apprezzano tutti i tipi di bellezza. Credono nella individualità della persona, e credo che sia veramente importante". Immortalata negli scatti di Matt Irwin la campagna che promuoverà le tinte per capelli Redken sarà disponibile dai primi mesi del 2015.

Che effetto susciterà nel pubblico? I pareri sono già piuttosto contrastanti: Bruno Maria Mazzara, professore di psicologia dei consumi all'Università Sapienza di Roma, ha commentato: “Ora i generi si mescolano, si reclamano più diritti nonostante ci siano ancora forme di discriminazione. I marchi che cavalcano il cambiamento vincono perché sdoganano i tabù, contribuendo a rendere più dignitosa la condizione umana. I prodotti così hanno un connotato ideologico in più che i consumatori apprezzano”. Il fotografo Gianmarco Chieregato invece è di un altro parere: "Non credo che trasmetterà grandi insegnamenti alla società, credo piuttosto che non lascerà traccia né aiuterà a risolvere i pregiudizi che sono ancora fortissimi."