Le Deva
in foto: Le Deva

Il girl power arriva sul palco dell'Ariston, incarnato da un gruppo pop tutto al femminile che si unirà a un grande nome della musica leggera italiana. Orietta Berti, infatti, ha scelto di duettare con Le Deva nella terza serata del Festival di Sanremo. Presenteranno un brano di Sergio Endrigo del 1962: Io che amo solo te. Le quattro ragazze della band non erano neppure nate quell'anno, mentre la Berti di lì a poco avrebbe partecipato per la prima volta alla kermesse. Generazioni a confronto insomma, per ribadire quanto certi valori siano in realtà universali e non abbiano età: l'amore in primis in ogni sua forma (per se stessi così come anche per la musica), ma anche la femminilità. Greta, Laura, Roberta e Verdiana intervistate da Fanpage.it hanno chiarito che l'intento di questo duetto è ribadire l'importanza e la forza del "girl power" in cui così tanto credono.

Molto più che un sodalizio musicale

Io che amo solo te è una canzone che parla d'amore, che lancia un messaggio universale sul potere di questo sentimento vissuto in modo totalizzante. Riconoscersi in questa visione è stato solo uno degli elementi su cui Orietta Berti e Le Deva hanno trovato terreno fertile su cui poggiare le basi del loro sodalizio musicale. Difatti, nonostante la differenza d'età, hanno trovato punti di contatto e una sinergia immediata. Greta, ricordando il primo incontro in studio, ha raccontato a Fanpage.it: «Eravamo emozionate, ma lei ci ha accolto col sorriso e con dolcezza infinita. C'è stato subito un feeling. Abbiamo parlato del brano, ma anche di noi. Si è interessata a lungo a ognuna di noi, si è creata una coesione totale non solo vocalmente». Verdiana ha precisato proprio: «È stato fantastico ritrovare in questa donna con tanti anni d'esperienza valori che sono anche i nostri: la famiglia, l'amore allo stato puro, a musica. Ed è bello anche aver ritrovato intatta la sua vocalità, ma anche la sua professionalità e voglia di fare, come se fosse la prima volta. Questa è la cosa che ci ha stupito maggiormente, ma fa anche da molla per noi per dare di più».

Il girl power esiste: la solidarietà premia, l'invidia no

Il progetto Le Deva è cominciato con una canzone dal titolo L'amore merita. Da lì in poi il gruppo ha sempre coniugato espressione artistica e contenuti sociali, passando per il tema del malessere interiore, del bisogno di aiuto, dell'accettazione. Roberta ne è convinta: «La musica ha il potere di arrivare all'orecchio di tutti, di sensibilizzare. Perché non farlo attraverso la musica? Noi eravamo quattro donne con carriere artistiche singole che hanno deciso di unirsi, per dimostrare che la coesione tra donne funziona sempre». Quindi la solidarietà femminile è una realtà e loro ne vogliono essere la prova: «Questo messaggio va detto, va cantato. L'invidia non porta da nessuna parte. Abbiamo capito che unendo le forze nel bene e nel male il risultato c'è. Il girl power esiste: l'importante è renderlo visibile, vivibile e far sì che le persone capiscano che funziona».

Le Deva
in foto: Le Deva

Siamo così, dolcemente complicate…

Ancora prima che forti insieme, le donne sono forti da sole, come dice Verdiana: «Una donna è capace di fare tutto, anche più cose insieme. Se ci crede, se è temeraria riesce a fare qualsiasi cosa, diventa una bomba esplosiva. Abbiamo il potere di essere donne, madri, lavoratrici: tutto insieme. Un uomo non ce la fa! Per questo siamo "dolcemente complicate"». Esattamente questo è ciò che spiegano nel loro brano Brillare da sola, in cui lanciano un messaggio preciso. L'invito è cercare in se stesse ciò di cui si ha bisogno, come ha spiegato Laura: «Le donne sono importanti da raccontare nelle canzoni. Noi abbiamo sempre una voce di riguardo, più che un occhio di riguardo, per loro. Quando riesci a vedere la tua luce senza l'aiuto di riflettori, di persone esterne: è lì che riesci davvero a brillare davvero». Non a caso il marchio femminile è impresso già nel loro nome, che non è altro che una crasi: D di donna e il nome di Eva.

Le Deva
in foto: Le Deva

Orietta Berti e Le Deva: cosa ci dobbiamo aspettare?

Le Deva hanno scelto una linea ben precisa sull'abbigliamento, affidandosi alle creazioni Genny. Trovare il vestito giusto non è stato facile all'inizio. Si sono scontrate con alcune difficoltà pratiche a cominciare dal campionario, come ha spiegato Laura: «Non riuscire a trovare le taglie per tutte è stato frustrante, perché sai che non rientri nella categoria in cui secondo l'immaginario collettivo dovresti rientrare». Hanno poi trovato un brand con cui è stato amore a prima vista, che ha dato modo a ciascuna di indossare qualcosa che fosse rappresentativo della propria personalità e che potesse esaltare al meglio la propria fisicità. In fondo l'accettazione è essa stessa una forma d'amore, verso se stessi, come dice Roberta: «Vogliamo rappresentare tutte le donne. Noi siamo quattro donne diverse e una donna è bella nella sua imperfezione. Sergio Endrigo canta l'amore, ma si comincia con l'amore verso se stessi. Quella è la chiave per vivere bene». Scegliere degli abiti in cui riconoscersi è stata una scelta precisa, ha commentato Greta: «Volevamo portare sul palco la normalità, la verità. Non coprire, ma evidenziare, "difetti" compresi». L'esaltazione della femminilità andrà di pari passo con la valorizzazione del bel canto, perché pur sempre di un concorso musicale si tratta: «Si percepirà sia la bellezza e la potenza della musica che la potenza e bellezza delle donne tutte insieme».