Pochi giorni fa, il caso di Leelah Alcorn ha fatto il giro del mondo. Il ragazzino di 17 anni, transgender, è nato maschio, ma si sentiva intrappolato nel suo corpo da uomo. Ha deciso di togliersi la vita poiché non veniva accettato dalla sua famiglia, fortemente cattolica. Nelle ultime ore, sua mamma, Carla Alcorn, ha rilasciato alcune dichiarazioni incredibili, che dimostrano che la morte del figlio non le ha fatto cambiare assolutamente idea. “La condizione di transgender è contraria ai nostri principi religiosi. Gli dicevamo che comunque lo amavamo moltissimo. Gli volevamo bene a prescindere. Amavo mio figlio. Era un ragazzo buono e gentile", ha affermato Carla, continuando a parlare di suo figlio al maschile.

Ciò che ha spinto il ragazzino a suicidarsi è proprio questo atteggiamento dei genitori, incapaci di comprendere il disagio che provava a causa del suo orientamento sessuale. Leelah, nella sua lettera di addio postata su Tumblr, aveva scritto: “Mia madre ha iniziato a portarmi da un terapista, ma solo da terapisti cristiani (pieni di pregiudizi) perciò non ho mai ricevuto la terapia che mi serviva: per la depressione. Invece, mi è toccato ascoltare altri cristiani che mi dicevano che sono egoista e che sbaglio e che dovrei chiedere aiuto a Dio”. Leelah veniva trattato come una fonte di imbarazzo dai suoi genitori e sapeva di dover aspettare almeno i 18 anni per cominciare il processo di transizione. In ogni caso, non sarebbe mai stato accettato e questo gli ha provocato una fortissima forma di depressione. Nel suo ultimo messaggio disperato, il ragazzino ha dato anche dei consigli a tutti i genitori di giovani transgender, come lui: “Per favore, non parlate così ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contrari ai transgender, non dite mai una cosa del genere a qualcuno, specialmente a vostro figlio. Non avrà alcun risultato se non quello di far sì che odi se stesso. E’ quello che è successo a me”.