Josh Alcorn è un ragazzo di 17 anni ed è morto nelle prime ore dello scorso 28 dicembre, investito da un camion sulla Interstate 71 di Warren County, in Ohio, a pochi chilometri dalla sua casa di famiglia. Non si trovava lì per caso, voleva suicidarsi, come dimostra il suo post lasciato poche ore prima su Tumblr e programmato per essere pubblicato automaticamente dopo il suo decesso. Il diciassettenne era transgender, si faceva chiamare Leelah e riteneva che la famiglia, fortemente cattolica, non avrebbe mai accettato le sue scelte sessuali. E’ proprio per questo che ha deciso di compiere questo folle gesto e di lasciare una vera e propria  lettera d’addio.

Se state leggendo questo messaggio, vuol dire che mi sono suicidata e quindi non sono riuscita a cancellare questo post programmato. Per favore, non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non sarebbe stata degna di essere vissuta… perché sono transessuale”, ha scritto sul social network.

Leelah,  fin da quando aveva solo 4 anni, si era sempre sentito intrappolato in un corpo che non gli apparteneva ed aveva continuato a vivere in modo convenzionale solo per adattarsi. Quando aveva 14 anni, la mamma ha reagito malissimo alla sua dichiarazione, affermando che Dio non avrebbe mai fatto degli errori del genere, che si trattava di una fase di confusione adolescenziale e che non sarebbe mai potuto diventare una ragazza. E’ proprio a partire da questo momento che il ragazzo ha cominciato ad odiare se stesso, tanto da cadere in depressione. I genitori credevano che esistesse una “cura” religiosa per non farlo essere transessuale, ma tutte le terapie non hanno fatto che amplificare il suo disagio. Volevano che fosse il classico e perfetto ragazzo cristiano. A causa del suo orientamento sessuale era stato allontanato da tutti i suoi amici e semplicemente non ce l’ha fatta, non ha avuto la forza di andare avanti e di vivere una vita così triste. “La gente dice che le cose cambiano, ma nel mio caso non è vero. Le cose peggiorano. Le cose peggiorano ogni giorno”, dice Leelah nella parte finale della sua lettera.