L'emergenza Covid-19 ha mandato il mondo intero in crisi e non solo perché sta costringendo tutti a rimanere a casa il più possibile ma anche perché ha rallentato l'economia in modo estremo. A pagarne le conseguenze non sono solo le comuni attività commerciali ma anche la Royal Family. Sebbene sia risaputo che la regina Elisabetta II vanti un patrimonio da capogiro, da diversi mesi i conti di Buckingham Palace rischiano di andare in rosso.  Il motivo? I palazzi e i musei reali sono chiusi e sono venute a mancare le entrate legate alle visite turistiche. Per risanare il deficit delle casse reali la sovrana ha pensato bene di mettere in vendita calze di lana e bandane, ovvero dei prodotti ispirati alla sua quotidianità. L'unico piccolo inconveniente è che non possono essere definiti a buon mercato.

Perché i conti di Buckingham Palace rischiano di andare in rosso

Le visite turistiche organizzate nei numerosi palazzi reali inglesi sono tra le entrate più remunerative dei Windsor, peccato solo che nell'ultimo anno siano state bloccate dalla pandemia. Complice il rischio di bancarotta che si fa sempre più reale, la regina Elisabetta II ha deciso di non rimanere con le mano in mano e di sostenere un progetto davvero originale propostole dalla Royal Collection Trust, l’organizzazione che si occupa delle residenze e della collezione d’arte della Corona. A partire da questo momento nei negozi di souvenir e nello shop online della famiglia reale vengono offerti prodotti di uso comune ispirati a quelli utilizzati quotidianamente dalla sovrana, che vanno ad aggiungersi ai soliti gadget turistici.

I nuovi originali gadget reali

Nei "Royal shop" è possibile trovare dei calzini da notte di lana a 69 sterline (ovvero circa 80 euro), una borsa dell'acqua calda a 115 sterline (130 euro), dei contenitori di porcellana a 110 sterline (125 euro), degli orsetti in abito da cavaliere fatti a mano da 295 sterline (cioè oltre 300 euro). Tra le novità più economiche ci sono delle bandane per cani decorate con il logo di Buckingham Palace, che vengono vendute a "soli" 15 euro. Il tutto va ad aggiungersi a biscotti, marmellate, scatole di tè pregiate, gin e altri gadget tradizionali legati alla corona. In molti, però, non hanno gradito queste proposte commerciali, visto che trovano un tantino esagerato vendere un paio di calze da notte a quasi 80 euro. Certo, provengono dal calzificio di lusso Corgi Hosiery ma sono tempi di crisi anche per i "comuni mortali" e non solo per i Windsor: in quanti sarebbero disposti a spendere una cifra simile per dei calzini in tempi di pandemia?