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La luce che cura: quando i raggi luminosi si rivelano utili per contrastare le malattie della pelle

Siamo abituati a pensare di difenderci dal sole e dai suoi raggi. In realtà però alcuni tipi di fasci luminosi sono in grado di curare malattie della pelle come l’acne, la psoriasi e la dermatite atopica. Il professor Antonino Di Pietro, dermatologo, spiega quali sono le differenze tra i raggi e come possono essere sfruttati per la cura della pelle.
Intervista a Prof. Antonino Di Pietro
Dermatologo e direttore dell'Istituto Dermoclinico di Milano
A cura di Francesca Parlato
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I benefici della luce del sole sull'organismo li conosciamo tutti, vanno dal miglioramento dell'umore alla stimolazione della produzione di vitamina D. Ma quello che è meno noto è che anche la luce artificiale può procurare degli effetti positivi sulla salute. Sono diversi anni che la medicina studia le potenzialità e le differenze tra i vari tipi di fasci luminosi, soprattutto in relazione alle malattie della pelle e ad oggi si sa che l'andamento di alcune patologie come l'acne, la psoriasi, le cheratosi attiniche possono beneficiare dell'esposizione a certi tipi di raggi. "La luce è prima di tutto energia – ha spiegato a Fanpage.it il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore dell'Istituto Dermoclinico di Milano – Quest'energia trasmessa attraverso i fotoni arriva al nostro corpo ed è in grado di influenzare la vita delle cellule. Esistono luci che possono avere un effetto stimolante e altre che invece possono inibire e frenare la crescita e la vita".

La luce blu: una risorsa contro l'acne

Tutto dipende dal colore‘ della luce: "Immaginiamo che i fotoni, ovvero le particelle della luce, siano delle palline da ping pong che rimbalzano fino ad arrivare a noi. A seconda della grandezza dei loro rimbalzi, che possono essere molto ampi o molto ravvicinati, la luce che vedremo sarà diversa". Come diversi saranno gli effetti che provocano: "Ad esempio le luci di colore blu (ma attenzione non parliamo di ultravioletti) possono essere efficaci per frenare la crescita di batteri sulla nostra pelle. Come nel caso dell'acne". L'acne è una patologia che riguarda soprattutto i giovanissimi e le cause sono da ricercare nell'eccesso di sebo prodotto dalle ghiandole. Il trattamento fototerapico prevede l'utilizzo di lampade a led che permettono di emanare dei raggi sempre alla stessa lunghezza d'onda: "L'acne è una patologia multifattoriale quindi con la luce si può andare a contrastare soltanto una delle cause. Ma l'efficacia è comprovata: la luce blu agisce sull'eccessiva crescita di batteri sulla pelle senza però irritarla, frenandone la proliferazioneIn genere il trattamento con la luce si associa a una terapia farmacologica e con un paio di sedute a settimana per circa un mese, si iniziano a vedere i primi miglioramenti". 

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I raggi ultravioletti contro la psoriasi

I raggi ultravioletti quelli che sappiamo essere pericolosi per la salute e che hanno un'intensità inferiore ai 400nm, ma se modulati attentamente e sotto stretto controllo medico, possono essere anche una risorsa per alcune patologie della pelle. In particolare per la psoriasi, la vitiligine e la dermatite atopica: "Chi soffre di psoriasi si accorge che in estate questa patologia ha un lieve miglioramento – spiega il professor Di Pietro – E questo accade proprio grazie ad alcuni tipi di raggi ultravioletti a banda stretta emessi dal sole a cui in estate siamo più esposti". In medicina i trattamenti che prevedono l'utilizzo di questi raggi sono davvero brevissimi: "Le sedute vanno da 30 secondi a un massimo di 3 minuti. Le lampade possono essere di varie dimensioni a seconda della parte del corpo interessata e in alcuni casi anche total body". Anche per il Covid si è parlato dell'importanza dei raggi UVC: "C'è uno studio in atto che ha dato già degli importanti riscontri. Gli UVC sono in grado infatti di distruggere il coronavirus. Ma ovviamente non possiamo utilizzarli nel nostro quotidiano. Non possiamo sottoporci a questo tipo di lampade, perché i raggi UVC sono pericolosi per l'uomo, possono essere cancerogeni. Ma questi raggi possono essere utilizzati per purificare gli ambienti chiusi: l'aria viene aspirata e attraverso delle apparecchiature viene depurata con gli ultravioletti e una volta rilasciata sarà sicuramente COVID free".

Luce rossa per rigenerare la pelle

Tutta la gamma di luci che vai 565 ai 740 nm corrisponde ai colori che vanno dal giallo al rosso. Questo tipo di luce è molto utile, in ambito dermatologico, per la stimolazione della ricrescita e della rigenerazione delle cellule. "Spesso, anche in ospedale, quando ci sono ferite difficili o piaghe lente a cicatrizzare, per stimolare e velocizzare il processo di guarigione si utilizzano delle lampade led gialle, arancioni o rosse. E se la ferita invece tende a infettarsi si abbina anche un trattamento con la luce blu". Le luci "calde" oltre che per le cicatrici, se abbinate ad alcune sostanze come l'acido 5-aminolevulinico, conosciuto anche come 5ala, si rivelano utilissime anche per dire addio alle cheratosi attiniche e per combattere gli epiteliomi: "Questa sostanza, grazie alla luce, viene assorbita molto velocemente dalle cellule ‘anomale' della pelle, e nel giro di pochi giorni ne causa la morte e la loro eliminazione". Ma la luce oltre che curativa può avere anche dei potenti effetti antiaging: "Le nostre ricerche all'Istituto Dermoclinico hanno dimostrato che un'azione combinata di fospidina e luce gialla o rossa è in grado di migliorare l'aspetto delle rughe e di rigenerare la pelle, dopo ad esempio l'esposizione al sole in estate". Di fospidina si sta molto parlando ultimamente proprio per le sue proprietà: è in grado di stimolare la rigenerazione cellulare e favorisce la formazione di acido ialuronico. "La combinazione luce-fospidina si è rivelata una combinazione vincente, perché riesce a rallentare l'invecchiamento cutaneo e a restituire tono alla pelle". 

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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