Tutti coloro che soffrono d’insonnia sanno bene quanto può essere frustrante passare un’intera nottata con gli occhi sbarrati senza riuscire ad addormentarsi neppure per qualche minuto. C’è chi conta le pecore, chi si dedica alle attività più svariate con la speranza che prima o poi la stanchezza si faccia sentire e chi invece non riesce a fare a meno di disperarsi e di guardare ossessivamente l’orologio, certo è che quando le notti bianche diventano una costante diventa sempre più pesante affrontarle.

Un recente studio condotto presso l’Accademia Americana di Medicina del Sonno ha dimostrato che a causare l’insonnia sarebbe una componente genetica che viene ereditata dai propri antenati soprattutto dalle donne. In particolare, i dati riguardano l’insonnia transiente, cioè quella passeggera, che colpisce circa il 30-35% della popolazione adulta e che di solito è legata alla sovraeccitazione da stress, ansia, attacchi di panico o anche felicità, cambiamenti meteo e rumori.

Se da un lato, solo il 38% degli uomini risultano sensibili alla componente genetica quando soffrono di insonnia, la percentuale si alza al 59% quando si analizzano i disturbi del sonno femminili. Il consiglio degli esperti è individuare a quale “categoria di insonni” si appartiene, se a quelli cronici, transienti o a quelli che hanno ereditato il problema dai genitori, e mettere a punto un approccio terapeutico specifico per risolvere il disturbo. Dormire almeno 6 ore al giorno riesce a migliorare il proprio stato di salute, a ridurre lo stress e a migliorare le proprie prestazioni.