Il kuzu o kudzu è una pianta selvatica rampicante originaria del Giappone, appartenente alla famiglia delle leguminose (Fabaceae). Parliamo in particolare della radice della Pueraria montana, un rimedio naturale utilizzato fin dall'antichità nella medicina tradizionale cinese, oltre ad essere un ingrediente molto caro alla cucina macrobiotica, grazie alle sue proprietà. Svolge un'azione disintossicante per l'organismo, depurando il fegato. Si è rivelato inoltre un ottimo rimedio per alleviare i sintomi della menopausa e preservare le capacità cognitive e aiuterebbe a calmare le irritazioni dell'intestino e dell'apparato digerente. Ma scopriamo quali sono le proprietà del kuzu, come utilizzarlo e quali sono le controindicazioni.

Proprietà benefiche del kuzu o kudzu

Il kuzu ha dei magnifici fiori blu o viola ma, a fini terapeutici, vengono utilizzate le radici, dalle quali si estrae un amido che sarà trasformato in una bianchissima fecola. Il kuzu viene utilizzato in Occidente soprattutto per la sua azione gastroprotettiva, indicato quindi in caso di reflusso gastroesofageo o bruciore di stomaco: assorbe i succhi gastrici in eccesso e lenisce l'infiammazione delle pareti gastriche, migliorando anche la digestione. Riesce anche ad agire in modo positivo sulla stipsi ma è in grado anche di bloccare la diarrea, perché ha la capacità di ricompattare le feci. In questi casi, il kuzu viene spesso associato all'umeboshi, prugna cinese dal sapore un po' salato: le fibre contenute nel primo, associate agli effetti antinfiammatori del secondo, alleviano i sintomi di ulcere gastriche e sindrome del colon irritabile. Il kuzu ha anche proprietà antiossidanti: agisce contro l'azione dannosa dei radicali liberi, rallentando l'invecchiamento cellulare ed è considerato da sempre un disintossicante, viene infatti utilizzato in caso di intossicazione da alcol. Questa preziosa radice possiede anche proprietà fitoestrogeniche, utili alle donne in menopausa in quanto aiuterebbe a ridurre le vampate di calore, le ipersudorazioni notturne, la fame nervosa, oltre a preservare le capacità cognitive. Si tratta inoltre di un rimedio naturale contro il raffreddore, quando deriva dall'intestino, e aiuterebbe ad abbassare la febbre. Il kozu agisce anche come tonico: utile per chi è debilitato e deve riprendersi dai postumi di una malattia, dona infatti maggiori energie.

Come utilizzare il kuzu e dove trovarlo

Il kuzu viene utilizzato principalmente sotto forma di integratori, ma anche di polvere, che è possibile acquistare nei negozi bio o macrobiotici e negli shop online dedicati all'alimentazione naturale. In Oriente viene solitamente preparato il tè a base di kuzu, utile per migliorare la digestione: per realizzarlo basta sciogliere 1 cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, unire poi acqua bollente e portare a bollore. A questo punto spegnete il fuoco, mescolate e bevete tiepido. Potete poi dolcificarlo con malto d'orzo. Nella cucina asiatica la polvere di kuzu viene utilizzata anche nella preparazione di minestre, prodotti da forno, gelati, dolci e minestre, come addensante. Ad esaltare le proprietà addensanti del kuzu sono i carboidrati, ne contiene circa 84 grammi per 100 grammi di prodotto.

Controindicazioni

L'uso di kuzu è sconsigliato in caso di patologie alla tiroide, se si seguono terapie ormonali e in caso si cancro alla mammella o alle ovaie, a causa del contenuto di fitoestrogeni. Inoltre se ne sconsiglia l'assunzione in gravidanza e allattamento. Anche le persone cardiopatiche e i diabetici non possono assumere kuzu. In ogni caso si consiglia di consultare il medico prima di utilizzare il kuzu, soprattutto se si assumono farmaci o se si soffre di qualche patologia

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