Sonja McLaughlan, dal suo account Instagram
in foto: Sonja McLaughlan, dal suo account Instagram

Lo sport è il mondo della disciplina per eccellenza, eppure questi valori vengono spesso calpestati proprio dai tifosi nelle loro esternazioni. Una donna che pratica certi sport o che li ama e li racconta, è ancora vista con sospetto se sono attività tradizionalmente accostate ai maschi: vale per il calcio, vale per le MMA, vale per il rugby, per fare alcuni esempi. Quello che è successo alla giornalista Sonja McLaughlan purtroppo lo dimostra: la sua professionalità e la sua passione sono state svilite dai commenti sessisti di alcuni tifosi di rugby, che hanno reagito in modo vergognoso al commento e alle domande da lei fatte in occasione della partita Inghilterra-Galles. Ne è scaturita una pioggia di offese sessiste.

Le lacrime della giornalista

Sonja McLaughlan è stata insultata semplicemente per aver fatto il suo lavoro. La giornalista è stata travolta da offese sessiste, in seguito alla partita di rugby che ha visto l’Inghilterra contro il Galles, finita con la sconfitta degli inglesi 40 a 23. Il suo commento del match non è piaciuto al pubblico e nemmeno la sua intervista al capitano della nazionale inglese, Owen Farrell, a cui ha rivolto domande forse un po’ scomode che lo hanno visibilmente irritato. L’effetto è stato subito evidente sui social, dove tantissimi utenti si sono scagliati contro la giornalista della Bbc. Lei dal canto suo ha espresso tutta la sua amarezza in un tweet, alcune ore dopo: "Tutto questo è tossico, imbarazzante, vergognoso, agghiacciante. Mi riferisco alle reazioni che ho ricevuto. Grazie molte per avermi taggato. Ora immaginatevi una persona travolta da offese e insulti solo per aver fatto il proprio lavoro. Sto piangendo in macchina. Spero che ora siate contenti".

Il sessismo contro una donna che fa il suo lavoro

Sonja McLaughlan è stata difesa dal mondo del rugby, che con unanimità ha condannato l’accaduto. Nel comunicato del Sei Nazioni si legge: "Il rispetto dell’altro è un pilastro fondamentale del rugby. Difenderemo tutti i valori di questo sport". Non è mancato anche il supporto da parte della Bbc: "La rete condanna fermamente le offese ricevute dalla nostra giornalista Sonja McLaughlan, siamo tutti con te". I social media sono un’arma potente, ma dietro l’anonimato molti pensano di essere legittimati anche nelle azioni più vili, come la violenza verbale, il cyber bullismo, il body shaming, il sessismo. Regolamentare ciò che viene condiviso in rete è difficile, ma partire da un’educazione più sana a certi valori, in primis proprio il rispetto, potrebbe senza dubbio essere un buon punto di partenza.