In principio fu il sesso telefonico. Oggi è il sexting. Dall'unione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (messaggiare). Fino a qualche anno fa questa pratica era un esclusivo appannaggio dei giovanissimi, da ultimamente anche i 30-40enni hanno iniziato a praticare regolarmente sexting. "Il sexting ha avuto varie fasi – ha spiegato a Fanpage.it lo psichiatra e sessuologo Marco RossiInizialmente si inviavano sms a contenuto esplicito, poi sono arrivati gli mms dove era possibile anche aggiungere delle foto e poi ora ci sono Whatsapp e altre app dedicate, dove si possono mandare video, foto e vocali".

Sexting in pandemia

Con la pandemia il sexting è letteralmente esploso. Sia nelle coppie consolidate (ma non conviventi) che per i single. "Questa modalità di sesso a distanza ha sostituito l'incontro di persona che durante il primo lockdown era impossibile per chi non viveva insieme. Oltre ai messaggi molte coppie hanno sperimentato anche le videochiamate erotiche". Per i single invece il sexting è diventato uno degli unici modi per mantenere attiva la propria vita sessuale. "Non dimentichiamo che si tratta di una modalità di comunicazione molto efficace anche a scopo anche seduttivo. Mandare messaggi di un certo tipo serve anche a comunicare il proprio desiderio". E esattamente come il sesso, il sexting può avere un impatto positivo sul nostro benessere: "Ci fa bene per due motivi: il primo è che ricevere e mandare messaggi a scopo seduttivo ci dà gioia, è appagante e questo può aumentare la nostra autostima. Il secondo riguarda il fatto che ricevere questo tipo di messaggi può stimolare la nostra fantasia e aiutarci nel raggiungimento in solitaria del piacere".

Attenzione al consenso

Prima però di iniziare a mandare messaggi hot è bene fare alcune valutazioni. La prima riguarda il consenso. Se vogliamo inviare una foto intima di una nostra parte del corpo, accertiamoci che il destinatario sia d'accordo. "I numeri sono allarmanti: il 46,6% di fa sexting manda messaggi hot a partner occasionali che a volte non conosce neanche. E per la maggior parte si tratta di uomini". Inviare un messaggio esplicito, una foto dei propri genitali, senza che ci sia un consenso da parte della persona a cui la si sta mandando non è sexting ma è una molestia.

Le regole del sexting

Una volta accertato che ci sia il consenso è bene comunque seguire alcune regole per praticare sexting. La prima riguarda la sicurezza. "Meglio farlo soltanto con le persone che conosciamo bene e di cui ci possiamo fidare. Ci sono delle app che limitano il tempo di visualizzazione delle foto e ci segnalano quando vengono fatti degli screenshot". L'altra regola riguarda l'attesa: prima di mandare una foto o un video erotico a una persona conosciuta da poco tempo, sia dal vivo che tramite app, prendiamoci del tempo. "Aumentiamo il livello di conoscenza. Prima di entrare in un gioco più spinto o particolarmente esplicito aspettiamo di capire qualcosa di più della persona con cui stiamo interagendo. La soglia di attenzione deve essere sempre molto alta".

Cyberbullismo, revenge porn e adescamento

Il lato B del sexting riguarda tutti i rischi che si possono correre in rete inviando materiale così personale. Il primo rischio è ovviamente la diffusione non consensuale di materiale esplicito, magari alla fine della relazione. Storie di questo genere, di questo fenomeno che conosciamo come revenge porn (un'espressione che andrebbe superata, perché di fatto non si tratta né di vendetta né di porno, ma di violenza e basta), sappiamo bene quali conseguenze possono avere sulla vita di una donna, pensiamo al caso di Tiziana Cantone o alla maestra di Torino. L'altro rischio è il cyberbullismo: può accadere che queste immagini vengano utilizzate a scopo ricattatorio. Infine c'è il grooming, l'adescamento online. Giovanissimi e giovanissime, spesso minorenni, vengono contattati via chat o social da persone che si spacciano per coetanei e che giorno dopo giorno ne conquistano la fiducia, fino alla richiesta di inviare foto o video espliciti. "È un fenomeno ormai molto diffuso e che mette a rischio la sicurezza dei più giovani".

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