La chiusura dei teatri imposta dall'emergenza Covid non ha risparmiato neanche la Prima della Scala, la serata inaugurale del teatro lirico di Milano che coincide con la festa del patrono della città, Sant'Ambrogio. Quest'anno la stagione non verrà aperta da un'opera come da tradizione: al suo posto ci sarà un Galà trasmesso in diretta televisiva. Quindi niente pubblico, niente parterre vip e niente stravaganze nel foyer. In una parola, niente mondanità. Oltre a essere un alto momento di cultura, la Prima è anche una passerella irresistibile per celebrità e stilisti: nella sua lunga storia ha visto mescolasi regine e attrici al debutto, marchesi e modelle, rockstar e rapper. Tra grande eleganza e cadute di stile.

La passerella della Prima della Scala

La Prima è l'evento mondano per eccellenza: è la sera in cui il teatro si riempie con le personalità di spicco di ogni ambito, dalla politica allo spettacolo, mostrando il cambiamento della società italiana. Negli anni Cinquanta, ad esempio, stole e guanti erano d'obbligo, e i colli delle signore scintillavano carichi di brillanti. La pelliccia era indispensabile per difendersi dal freddo di dicembre, ma dopo anni di proteste degli animalisti è ormai quasi scomparsa. Gli orli si sono accorciati sempre di più, e negli anni Sessanta ha fatto la sua comparsa perfino la minigonna, scandalizzando visconti e marchesi. Gli spacchi sono diventati più profondi (come insegna Marina Ripa di Meana) e le  trasparenze si sono fatte più audaci: Matilde Gioli nel 2017 conquistò tutti con un nude look firmato Armani. Il colore più amato resta il nero, una garanzia di stile. Ma c'è anche chi, come Carla Fracci, ha fatto del vestito bianco il suo signature look. Resiste l'abito lungo, con alcune eccezioni: la cantante americana Patti Smith non abbandona mai il suo stile rock'n'roll e si presenta ogni anno in completo maschile e stivali da motociclista. Molte ospiti, al contrario, esagerano sul fronte opposto e sfoggiano gonne più voluminose dei costumi di scena. Ma l'apice della teatralità lo hanno toccato gli abiti locandina di Dolce&Gabbana, una specie di pubblicità vivente al teatro.

I look più chiacchierati

La regola d'oro dell'eleganza dice che è sempre meglio non esagerare. Una regola che raramente è stata applicata dentro le mura del teatro. Nel 2015 Daniela Santanché si presentò con una gonna verde smeraldo abbinata alla pelliccia: i social si scatenarono paragonandola a un albero di Natale, vista la stagione. Ma le stravaganze non sono solo femminili: l'anno dopo Alfonso Signorini rubò la scena a tutti con un mantello rosso fuoco. Un colore sconsigliatissimo a  teatro, perché troppo simile a quello dei velluti dell'arredamento. Eppure continua a essere scelto dalle signore: in particolare da Valeria Marini, sempre fasciata in un abito a sirena luccicante. L'altro colore vietato è il viola, perché porta sfortuna in teatro: l'unica capace di trasgredire fu la diva Valentina Cortese, presenza fissa della Scala, sempre con l'immancabile foulard sul capo. Lo scorso anno, mentre sul palco andava in scena Tosca, nel foyer la protagonista assoluta è stata Dvora Ancona con un abito illuminato da tante lampadine al led. Rubando la scena perfino agli scintillanti lampadari del soffitto.