Tutte le donne, anche quelle più attive ed emancipate, sanno bene che, una volta tornate da lavoro, dovranno provvedere alla casa e alle faccende domestiche. Oltre alle loro carriere lavorative, continuano dunque a ricoprire il tradizionale ruolo da casalinghe e la cosa non è sempre semplice. Si ritrovano ad essere mogli, madri, amiche, manager, figlie ed anche casalinghe in un’unica giornata ed è chiaro che a lungo andare diventa molto stressante.

Uno studio condotto dalla Health and Safety Executive e confermato dalla dotteressa Judith Mohring, della Priory’s Wellbeing Clinic di Londra, ha dimostrato che negli ultimi tempi c’è un picco di casi di stress sul posto di lavoro tra le donne di 30 e 40 anni. Il motivo? I lavori casalinghi e la cura dei propri figli le fanno sentire eccessivamente sotto pressione. Fanno parte di una generazione che vuole fare tutto in modo impeccabile, che non ammette alcun tipo di fallimento, soprattutto sul lavoro. Se però da un lato gli uomini una volta usciti dall’ufficio hanno il tempo di rilassarsi e di concedersi una serata solo per loro stessi, le donne non possono farlo e gli effetti sulla salute si fanno sentire.

Negli ultimi 50 anni, l’emancipazione femminile ha fatto passi da gigante, tanto che le donne hanno raggiunto posizioni elevatissime dal punto di vista professionale. Hanno combattuto contro il sessismo, contro i pregiudizi e contro ogni ostacolo professionale, ma i “lavori emozionali” le fanno sentire ancora disarmate. Arredare la casa, prendersi cura dei bambini sono tutte cose che le donne amano fare e che le fanno sentire migliori, ciò che non si è ancora capito è che, quando si hanno delle carriere brillanti, i lavori emozionali non devono essere visti come un compito aggiuntivo ma come un modo per combattere lo stress in compagnia delle persone care.