Sta arrivando quel momento dell'anno. Quello in cui ci mettiamo a tavolino, davanti a una tazza di tè e scriviamo i nostri buoni propositi per i prossimi dodici mesi. Quest'anno poi guardare al futuro è ancora più importante. La pandemia sta sprigionando giorno dopo giorno i suoi effetti in maniera sempre più pesante e iniziare ad avere una progettualità sui prossimi mesi è più utile che mai. Ragionare su un viaggio che ci piacerebbe fare, proiettarci in un futuro non troppo lontano servirà anche a migliorare il nostro presente. Visto che i futuri che abitiamo rappresentano già un po' parte della realtà. "Anche se si tratta di progetti che non necessariamente attueremo, magari tra quattro mesi non avremo più davvero voglia di fare un viaggio, servono a tingere di rosa le nostre giornate" ha spiegato a Fanpage.it la professoressa Angelica Moè, docente di psicologia della motivazione e delle emozioni all'Università di Padova.

Via dalle costrizioni

Il tempo del lockdown ci ha dato l'opportunità di ragionare sui noi stessi, ci siamo resi conto di quanto siamo proattivi, e questo si rifletterà anche sulla lista dei nostri obiettivi. "In generale quando si mette nero su bianco una lista di buoni propositi si pensa più a sé che al resto – spiega la professoressa – Ovvero ci prefiggiamo obiettivi come essere più disponibili, generosi o gentili, si tratta però di propositi complicati da raggiungere che attengono la nostra sfera personale e per questo spesso li rinegoziamo". E il rischio maggiore è che nel lungo periodo ci appaiano come un'imposizione:  "È fondamentale che invece non ci appaiano come doveri da ottemperare, ma come scelti da sé. In questo modo sarà più facile raggiungerli".

I buoni propositi devono essere SMART

Spesso quando ci diamo degli obiettivi troppo difficili da raggiungere ci tocca scendere a patti con noi stessi: a volte perché troppo difficili o astratti altre perché ci sono state delle interferenze inimmaginabili (vedi pandemia). Ma c'è un metodo che possiamo adottare quando stiliamo la nostra lista, in modo da assicurarci il loro raggiungimento. Una tattica per finalizzare ogni obiettivo, tutta racchiusa all'interno della parola SMART: "È un acronimo e ogni lettera corrisponde a una caratteristica che il nostro buon proposito dovrebbe avere perché sia effettivamente attuabile. La prima lettera sta per Specifico: dovremmo scegliere un obiettivo che sia preciso, puntuale e non troppo astratto. La M sta per Misurabile: ad esempio sarebbe preferibile non scrivere nella nostra lista ‘leggerò di più' ma ‘leggerò un libro al mese'. Poi c'è la A di Achievable, ovvero raggiungibile, non dovremmo darci obiettivi impossibili che ci potrebbero rendere frustrati se non riusciamo a realizzarli. I propositi infine dovrebbero essere Rilevanti, ovvero davvero importanti per noi e non per chi ci sta intorno, non dovremmo ricorrere a modalità coercitive per metterli in pratica. E l'ultima lettera invece riguarda il Tempo, è importante stabilire entro quando realizzeremo un certo obiettivo".

La strategia if-then

Una volta introiettati gli obiettivi e valutato che rispondono perfettamente alle caratteristiche Smart, per assicurarci che niente possa interferire con la loro attuazione, possiamo passare al livello successivo della pianificazione e provare a mettere in atto la strategia if-then: "Con questa strategia possiamo prefigurare delle situazioni che potrebbero disturbare il nostro lavoro e capire come gestirle al meglio prima ancora che si verifichino, per essere preparati (e in modo che diventi un automatismo) a qualsiasi evenienza che possa intromettersi tra noi e i nostri buoni propositi". Avete preso carta e penna?

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