Il suono della sveglia il lunedì mattina toglie ogni dubbio: il weekend è terminato ed è giunto il momento di iniziare una nuova settimana. Ma mentre alcuni accettano la nuova sfida alzandosi nel giro di tre secondi, leggende narrano di persone che aprono gli occhi prima ancora del suono della sveglia, altri combattono tra atroci sofferenze e tentano, per lo più invano, di resuscitare dalle coperte tra uno snooze e l'altro. Risvegli posticipati ogni 3, 5, 7 minuti, suonerie improponibili, volumi inaccettabili, applicazioni con equazioni, nascondigli segreti che obbligano ad alzarsi sono solo alcuni dei metodi più massacranti utilizzati dal popolo degli “ancora 5 minuti” a cui anche io appartengo. Consapevole del mio “grande” problema esistenziale, mi sono chiesta: cosa potrà mai accadermi se dovessi abolire lo snooze (la funzione che posticipa ad oltranza e di un tot di minuti la sveglia)? Ho deciso di provarci, dopo una settimana senza sorrisi e senza smartphone, non pensavo avrei avuto grandi difficoltà.

Giorno 1

Avendo coscienza dei miei limiti e dei limiti previsti a prescindere dal lunedì, scelgo di impostare la sveglia 45 minuti prima del solito orario. So già di fallire al primo tentativo, anticipando la sveglia spero però di dare al mio corpo quel piccolo sprint che, nel giro di trequarti d'ora, dovrebbe indurmi a rinascere dalle mie ceneri. Come previsto, la sveglia suona, la disattivo, mi giro dall'altra parte per i soliti 5 minuti di recupero e mi risveglio nel panico e in ritardo.

Giorno 2

Dopo il primo misero insuccesso, scelgo di spostare la sveglia su un altro mobile in camera, al quale arrivo solo alzandomi. Risultato? Mi ritrovo addormentata per terra, in ritardo di un'ora, svegliata dal trapano degli operai nell'appartamento a fianco. Grazie! Inizio a pensare di avere un problema, è mai possibile che non abbia abbastanza forza di volontà da svegliarmi al primo squillo?

Giorno 3

Oggi devo farcela. Ho spostato la sveglia in un'altra stanza, ho alzato il volume e messo una suoneria ancor più fastidiosa. Ce l'ho fatta, mi sono alzata, l'ho spenta e sono ancora sveglia! Mi preparo per uscire con Teseo, il mio cane, vado a svegliarlo (sì, lo so, è un cane anomalo più pigro di me), nel tentativo di convincerlo, tra una coccola e l'altra, mi riaddormento e niente… anche oggi ritardo.

Giorno 4

L'idea di svegliarsi è diventata ancor più un incubo, ora non solo soffro al pensiero di dover abbandonare le coperte, ma ho pure l'ansia da ritardo che si ripercuote su ogni momento della giornata. Questo senso di colpa mi torna utile, la sveglia suona, sbarro gli occhi, tachicardia, mi lascio scivolare per terra e il freddo del pavimento mi sveglia. Ce l'ho fatta. È stato orribile, è stato traumatico, sono arrabbiata già di prima mattina, ma sono sveglia.

Giorno 5

Non volevo arrivare a tanto, ma almeno un giorno in tutta la settimana dovevo farcela a svegliarmi senza snooze e senza traumi fisici. Ho preso le casse, le ho collegate al telefono che ho posizionato in un'altra stanza e ho modificato la suoneria della sveglia. Ebbene sì, consapevole delle possibili ripercussioni sul mio umore, ho scelto: Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo in “Un nuovo bacio”. Devo dirlo, ha funzionato. Alle prime note mi sono fiondata alla velocità della luce sul telefono e l'ho placato in stile rugby. Grazie Gigi! Grazie Anna!

Giorno 6

Lasciatemi dormire. Ne ho bisogno, è stata una settimana di risvegli orribili.

Giorno 7

In onore dell'ultimo giorno, in seguito anche ai consigli di vari disadattati da sveglia come me, scarico un'applicazione che manco le 12 fatiche di Ercole. Calcoli, selfie, giri su me stessa, “Fai un salto, fanne un altro, fai la riverenza”, che penitenza! Sto per lanciare il telefono contro il muro quando al mio naso giunge un odore, croissant e caffè, la Forza è tutta con me, in casa è arrivata la soluzione! Ora devo solo iscrivermi in palestra.

E voi che rapporto avete con lo snooze? Quale soluzione avete trovato per svegliarvi la mattina? Perché che andare a dormire prima o svegliarsi dopo non serve a nulla, diciamocelo, già lo avevamo capito alle elementari.

[Foto di Alexas_Fotos]