Che fosse un’icona di stile si era capito, ma ora che è diventato il primo uomo a posare in copertina per Vogue è anche entrato nella storia di uno dei magazine di moda più famosi di sempre. Mai, prima di Harry Styles, c’era stato un uomo a fare da protagonista. E infatti la sua presenza risulta rivoluzionaria proprio per questo: è un punto di rottura nonché un potente messaggio contro gli stereotipi di genere, che sono oggi una delle minacce più forti all’uguaglianza e all’inclusione. La linea stilistica intrapresa dal cantante è proporre un’immagine di uomo nuova, svincolata da ciò che i moderni concetti di mascolinità e di stile vorrebbero.

Harry Styles, uno stile unico fuori dai canoni di genere

Non lo si può certo definire uno che sta nel suo, senza mettersi in gioco. Harry Styles ha saputo abbracciare esperienze molto diverse in questi anni e in settori diversi. Lo abbiamo conosciuto come membro di una boy band, gli One Direction, ma ha poi proseguito la sua carriera da solista cimentandosi anche al cinema (Dunkirk, Don't Worry Darling) e strizzando l'occhio al mondo della moda. La Maison in cui pare riconoscersi maggiormente è quella di Alessandro Michele e infatti proprio per Gucci ha fatto da testimonial, diventando uno dei volti del brand e non solo per l'abbigliamento. Ha anche preso parte alla campagna di promozione video del primo profumo genderless del marchio. Ma a cambiargli la vita, come ha raccontato proprio a Vogue, è stato anche l'incontro con Harry Lambert sette anni fa, lo stilista che è dietro molti dei suoi outfit unici, dove maschile e femminile si contaminano.

Harry Styles sulla copertina di Vogue

Il numero di dicembre di Vogue vede Harry Styles in solitaria in copertina, unico e indiscusso protagonista, pronto a sfidare in questo modo i ruoli di genere e sfoggiare la propria creatività nel pieno della libertà espressiva. In linea con quanto proposto anche nei suoi videoclip, Styles indossa nelle foto giacche aperte sul davanti, gonne, un abito lungo, andando a riformulare e rimodulare la tipica “femminilità” di questi elementi. «Quando togli "Ci sono vestiti per gli uomini e ci sono vestiti per le donne", una volta rimosse le barriere, ovviamente apri l'arena in cui puoi giocare. Ogni volta che metti barriere nella tua vita stai solo limitando te stesso» ha detto l'artista al magazine, ribadendo la sua totale apertura verso uno stile non conformato ai ruoli di genere, ma più vicino alla libera espressione di ciò che si è e di ciò che si sente.