È passato un anno da quando il principe Harry e Meghan Markle si sono trasferiti in America, dicendo addio alla Royal Family inglese per riconquistare la libertà e l'indipendenza che non avevano mai avuto da quando avevano annunciato di essere fidanzati. Sebbene la cosa li abbia costretti a rinunciare a titoli e privilegi, gli ha permesso di allontanarsi dai riflettori, così da crescere il piccolo Archie nella più totale tranquillità. Ad oggi la coppia non si è assolutamente pentita della scelta fatta e, tra una nuova associazione e una serie di impegni lavorativi, ha dato il via a una vera e propria "nuova vita". In pochi, però, sanno che per loro non è stato semplice affrontare tutto da soli, in alcuni momenti si sono sentiti fragili e senza radici.

Perché la tata è tornata in Inghilterra

Omid Scobie, meglio conosciuto come l'autore di "Finding Freedom", la biografia dei Sussex lanciata dopo l'ufficializzazione della Megxit, è tornato a parlare di Harry e Meghan, spiegando che l'ultima anno non è stato semplice per loro. Al di là del "divorzio" dai Windsor e della pandemia, si sono ritrovati ad affrontare diverse situazioni difficili, dal trasferimento dal Canada a Santa Barbara alle critiche dei contribuenti inglesi, fino ad arrivare all'aborto spontaneo della Duchessa. Oggi è emerso che i due hanno dovuto dire addio anche alla babysitter a cui erano legatissimi, il motivo? Ha preferito tornare in Inghilterra dalla sua famiglia non appena è scoppiata l'emergenza sanitaria. Da un giorno all'altro, dunque, sono stati travolti ancora di più da un incolmabile senso di solitudine.

La nuova vita dopo i successi lavorativi

"Arrivare dove sono arrivati loro, fondare un impero e istituire la propria associazione di beneficenza in appena nove mesi, dà prova di quanto duro lavoro i Sussex abbiano svolto per trasformare questa transizione in un successo, ma c’è voluto grande impegno. Il viaggio è stato doloroso", ha spiegato lo scrittore. Complice anche la pandemia, i due si sono allontanati dai Royals in modo ancora più drastico rispetto a quanto previsto, ritrovandosi a dover fare tutto da soli. Si sono sentiti spesso senza radici, insicuri, non amati a sufficienza ma per fortuna si sono "consolati" con i successi professionali, primo tra tutti quello raggiunto con l'associazione benefica Archwell. Lanciarsi a capofitto nel lavoro gli ha fatto capire che gli sforzi vengono sempre ripagati ed è proprio per questo che ad oggi non hanno alcun rimpianto.