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Erika, a La Caserma per dimostrare di avere una marcia in più: ogni giorno denuncia l’omofobia

“La Caserma” è il nuovo docu-reality di Rai 2, basato su un format internazionale e realizzato sulla scia del successo de “Il Collegio”. I partecipanti, tutti giovanissimi, saranno addestrati per apprendere il valore della disciplina e il senso del dovere. Tra i protagonisti c’è anche Erika Mattina, un nome non del tutto sconosciuto sui social.
A cura di Giusy Dente
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Quindici ragazzi e sei ragazze, abituati a vivere la loro quotidianità all'insegna dei social e di internet, si metteranno alla prova in un rigido percorso di formazione militare. Regole ferree, doveri, disciplina, rispetto, convivenza: i partecipanti di La Caserma saranno costantemente monitorati dai loro istruttori e puniti per ogni infrazione. Dovranno cimentarsi con esercitazioni fisiche, far emergere le loro personalità ma soprattutto sviluppare nuove abilità per crescere ed entrare nell'età adulta con maggiore maturità e consapevolezza. Il format, in onda su Rai 2, è una novità. Tra i protagonisti c'è anche Erika Mattina. La 23enne è un’attivista e con la fidanzata Martina gestisce una pagina Instagram in cui producono contenuti LGBTQIAP+. Quotidianamente condividono le offese e gli insulti che ricevono da parte di chi non approva il loro amore, un amore che anche famiglia e amici hanno avuto difficoltà ad accettare.

Erika combatte ogni giorno l'omofobia

Schifosa, malata, contro natura, depravata, esibizionista, svergognata: sono solo alcune delle parole che ogni giorno Erika si sente rivolgere. C'è chi le augura di bruciare, c'è chi la incolpa di essere la causa del Coronavirus: tutto questo perché è omosessuale e, come qualunque persona innamorata, pubblica scatti che la immortalano insieme alla sua ragazza Martina. Ma tutto questo a molti non va giù. Proprio per esorcizzare l'omofobia e per essere di aiuto e chi, come loro, sa cos'è il bullismo,  le due ragazze gestiscono una pagina Instagram a tema. E proprio in un post di un anno fa Erika spiegava:

Accettare di essere lesbica è stato duro. Ma ancora di più è stato farlo accettare agli altri. Mamma ha pianto, per giorni. Papà parlava poco e quando lo faceva non mi dava conforto. I miei amici sono spariti. Mi sono sentita dire di tutto. Che era una moda, una cosa passeggera, una schifezza. Essere lesbica non è una colpa, né una scelta. Ora lotto per i miei diritti, perché non ho voglia di aspettare che sia qualcun altro a farlo per me. Ho imparato che l'unica arma efficiente che abbiamo per sconfiggere l'odio e la discriminazione, è l'amore.

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A La Caserma per dimostrare chi è davvero

Erika partecipa a La Caserma per dimostrare di essere una ragazza con una marcia in più rispetto alle altre. Per tanto tempo ha vissuto nella paura dei suoi stessi sentimenti, provando a reprimerli. Solo quando li ha accettati si è sentita libera davvero e ha saputo far ricredere anche chi, intorno a lei, in un primo momento aveva avuto delle riserve su quella storia d'amore (che va avanti da più di tre anni). La presenza di Erika nel programma testimonia un risvolto di grande attualità, nel panorama della generazione Z. Fornisce il ritratto di una generazione che, a differenza di quella che l'ha preceduta, non ha più intenzione di nascondersi ed eleggere la "normalità" come unica guida, quanto piuttosto una sana e libera affermazione di sé, senza condizionamenti e senza rinunciare ai propri diritti, nonostante chi continuamente cerca ancora di ostacolare e limitare chi ritiene "diverso".

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