La pandemia e il conseguente lockdown hanno creato non pochi problemi all'industria dei matrimoni, tenendo fermi per un lungo periodo aziende di catering, fioristi, atelier di abiti da sposa e così via. Ora pian piano e con cautela molti italiani hanno detto sì o stanno ricominciando a organizzare le loro nozze. Nell'intervista rilasciata a Fanpage.it Enzo Miccio parla della crisi in cui tutt'ora si trova l'industria dei matrimoni che pian piano sta ripartendo. Ricorda i momenti più duri del lockdown ma anche la gioia provata al primo matrimonio organizzato dopo il Covid-19, dando alcuni consigli alle spose che si sono viste costrette a rimandare la data delle loro nozze.

Dopo il lungo stop dovuto all'emergenza Coronavirus anche l'industria dei matrimoni sta ripartendo. Quali sono i nuovi scenari?

Sì, siamo ripartiti. Lentamente e gradualmente, ma la stagione matrimoniale sta riprendendo piano piano quota. Lo scenario è comunque molto legato all’incertezza, soprattutto se si pensa ai famosi destination wedding, ovvero ai matrimoni organizzati in Italia per sposi stranieri. Dal momento che il nostro Paese è stato uno dei più colpiti dal virus, gli stranieri fanno molta fatica a vincere le proprie paure e a tornare a sposarsi con lo sfondo dei nostri splendidi paesaggi, come anche noi italiani d’altronde abbiamo paura a spostarci troppo.

Hai ripreso appieno l'attività di Wedding planner? Ti sei mai fermato?

Mi sono fermato durante i mesi di lockdown, in quanto tutti i matrimoni in programma sono stati rinviati, posticipati e purtroppo qualcuno cancellato. Tuttavia, il lavoro dietro le quinte non si è mai fermato, neanche da casa. Anzi, abbiamo sentito ancora più forte il bisogno di stare vicino ai nostri clienti, che si sono visti rinviare il giorno più bello. Abbiamo dovuto sostenerli, anche psicologicamente potrei dire, e ci siamo dovuti occupare di trovare delle nuove date disponibili, ricontattare fornitori e location per poter organizzare gli eventi in base alle nuove disponibilità. Siamo stati sempre vicini alle nostre spose, in un momento triste e difficile. Inoltre, come dicevo, ho cercato di sostenere tutta la mia community anche attraverso il web. Il mio canale Instagram è stato il filo diretto tra me e tutte le spose che avevano dei dubbi o delle domande.

Quanto il lockdown ha inciso sull'industria dei matrimoni e in che maniera?

Quando si parla di matrimoni, non si deve pensare alla mia figura, ma a un’intera industria che è stata danneggiata. Infatti, si parla di wedding industry. Ci sono circa 80mila aziende che ruotano intorno al magico mondo del matrimonio. Location, alberghi, fioristi, light designer, pasticceri, catering, agenzie di viaggi, atelier di abiti da spose hanno risentito e continuano a risentire questo terribile periodo.

Cosa ha rappresentato, in termini numerici e di fatturato, per gli imprenditori dell'industria dei matrimoni la totale chiusura per il Coronavirus?

Milioni di perdite di fatturato. Basti solo pensare che, ogni anno, l’intero comparto wedding registra un fatturato di 300 miliardi di dollari. La Cina, inoltre, dal 2007 guidava l’intera economia del settore, con oltre con 120 milioni di matrimoni annui, e oggi anche questo Paese, danneggiato dalla pandemia, soffre ed è in difficoltà. Il mio discorso, quindi, non si riferisce solo alla crisi italiana del settore: questo momento è difficile in tutto il mondo, in quanto un’industria come quella dei matrimoni vive anche di viaggi e di spostamenti da un paese all’altro. Come dicevo, a causa della paura e dell’incertezza, gli sposi difficilmente si allontanano dalla propria zona di comfort.

Cosa consigli alle spose che avevano fissato la data del matrimonio prima del maggio 2020 e che si sono viste costrette a rimandare?

Di stare serene innanzitutto, perché c’è sempre una soluzione. Lo so che il momento che abbiamo vissuto è stato tragico, ma c’è la possibilità di recuperare se la situazione continua a migliorare come in questo momento. Per questo consiglio sempre di avvalersi dell’aiuto di un professionista, non per tirare acqua solo al mio mulino. In questo caso parlo a nome mio e di tutti i miei colleghi che possono costituire un aiuto per la sposa, perché so che è molto difficile stare dietro a tutta l’organizzazione del matrimonio e quando ci sono delle problematiche, tutto diventa ancora più complesso. Un professionista può sostenere la sposa e la sua famiglia in un momento difficile come questo, in cui si risistema la data. La prossima stagione sarà molto intensa perché si incontrano le spose che hanno rimandato il matrimonio nel 2020 e quelle che lo avevano già fissato nel 2021. La figura professionale del wedding planner, a sostegno della sposa, e della famiglia può essere utile dal punto di vista organizzativo.

Dopo il lockdown hai notato un cambiamento nelle richieste degli sposi? Si tende a organizzare matrimoni meno sfarzosi o invece le persone hanno la voglia di festeggiare in grande?

Al momento sono stati organizzati matrimoni molto intimi dove è stato tagliato il numero degli ospiti. Si tratta di wedding party intimi, con numero ridottissimo di ospiti. La voglia di ripartire è tanta, vogliamo sicuramente tornare a sognare.

Hai notato da parte degli sposi l'esigenza di ridurre il budget dopo il lockdown?

Al momento non siamo ancora arrivati a questo, è un dato che potremo rilevare strada facendo.

Ricordi il primo matrimonio organizzato dopo il lockdown e le emozioni provate?

Certo. Mi è sembrato di vivere un sogno. Tornare a emozionarsi, a stare insieme, abbracciarsi e condividere un momento come questo è stato molto bello. Siamo molto felici.