2 Dicembre 2020
16:20

Ellen Page da ora è Elliot: questa scelta ci ricorda quanto è importante amarsi per essere se stessi

Ellen Page con una lunga lettera pubblicata sui social ha annunciato di essere fieramente trans: d’ora in poi il suo nome sarà Elliot. L’attrice 33enne (Inception, The Umbrella Academy, Juno, Hard Candy) ha spiegato di avere molta paura della carica di odio e violenza che investe quotidianamente il mondo trans, ma di provare talmente tanto amore per sé da aver comunque scelto la strada della verità e della libertà.
A cura di Giusy Dente

"Ciao amici mi chiamo Elliot". Ha esordito più o meno così Ellen Page sul suo profilo Instagram, per comunicare il suo nuovo nome, un nome maschile: e non è certo un capriccio. Ha spiegato in modo molto chiaro e trasparente questo cambiamento della sua vita e ha chiesto di utilizzare in suo riferimento il pronome maschile o quello neutro. La transessualità della star di Umbrella Academy e Inception fa riflettere su quanto a volte sia necessario un percorso un po' più lungo del solito, per capire chi si è realmente. O semplicemente per ammettere a sé stessi di non volerlo capire affatto e di preferire una fluidità di genere che la società moderna fatica ad accettare, abituata com'è alla rigida schematizzazione maschio-femmina. Queste due categorie, però, non sono davvero inclusive del così diversificato ed eterogeneo mondo dell'identità di genere. La lunga lettera dell'attore fa trapelare uno stato d'animo di grande serenità: leggendola arrivano dritte al cuore le parole di una persona che ha scelto di mettere sé stessa dinanzi ai pregiudizi e agli stereotipi, che ha scelto la verità e che si sente pronta ad aiutare le altre persone nella stessa situazione. Tante donne dinanzi a questa coraggiosa ammissione potrebbero trovare la stessa forza di guardarsi allo specchio con occhi sinceri e non provando vergogna e paura.

Le donne transgender sono molto discriminate

In una società ancora così pronta a puntare il dito contro il "diverso", è comprensibile la difficoltà che abbiano tante donne nel vivere serenamente la propria sessualità. La pressione è alta: il giudizio è dietro l'angolo quando si tratta di orientamento sessuale, argomento che è difficile affrontare mettendo da parte tabù e stereotipi. Elliot Page stesso ha approfondito, numeri alla mano, la questione, scrivendo nel suo lungo post: «Le statistiche sono incredibili. La discriminazione nei confronti delle persone trans è diffusa, insidiosa e crudele, con conseguenze terribili. Solo nel 2020 sono state uccise almeno 40 persone transgender, la maggior parte delle quali erano donne nere e latine […] Il 40% degli adulti trans riferisce di aver tentato il suicidio». L'attore, che nel 2014 ha fatto coming out dichiarandosi omosessuale e nel 2018 ha sposato la ballerina Emma Portner, si è oggi definito fieramente trans e fieramente queer. Questa parola include coloro che non si ritengono appartenenti alle canoniche "categorie". Ma non è stato facile arrivare a questa consapevolezza e soprattutto a volerla esternare. Ha infatti ammesso di aver trovato più difficile questo secondo coming out, rispetto al primo, perché consapevole della carica continua di odio, minacce e violenza di cui i trans sono vittime. A tutta la comunità ha offerto il suo incondizionato sostegno.

La parola chiave è solo una: amore

Cambiare nome da Ellen a Elliot non cambia l'essenza della persona e non rende l'attore meno valido. Il suo gesto coraggioso è un punto di svolta importante nella sua vita personale, ma potrebbe diventare l'inno di un intero mondo sommerso, quelle persone che si nascondono per paura e che nelle sue parole potrebbero trovare la spinta per una presa di coscienza. Nel lungo post di Page c'è una parola che spicca su tutte: la parola amore. «Non riesco a esprimere quanto sia straordinario amare chi sono abbastanza per riuscire a essere me stesso» è uno dei passaggi salienti. Se l'attore è riuscito ad aprirsi così tanto col suo pubblico compiendo un gesto che prima d'ora nessuno aveva mai fatto a Hollywood, è stato possibile solo in nome di questo sentimento. L'amore per sé stessi porta al rispetto di ciò che si è e dunque a sentire l'urgenza, quasi il dovere, di mostrarsi in modo veritiero, senza artifici in nome di chissà quale ideale. Ed è un insegnamento, quello di Elliot Page, che dovremmo tutte fare nostro, visto quanto la società ogni giorno chieda invece alle donne di fare l'opposto: omologarsi, allinearsi a degli standard, identificarsi con degli stereotipi. Che sia un orientamento sessuale diverso o una fisicità diversa o un'idea, un'etnia o una religione: tutte dobbiamo sentirci libere di mostrarci per quello che siamo e il primo passo per l'accettazione e per non avvertire tutti quei condizionamenti, è iniziare ad amarsi davvero.

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