Vanessa Incontrada ha ricevuto migliaia di messaggi di apprezzamento per la copertina realizzata per Vanity Fair, in cui posa senza veli per incoraggiare le donne ad accettare i propri difetti e a non vergognarsi del proprio corpo che cambia. Lei stessa, vittima di cattiverie gratuite quando dopo la gravidanza non era riuscita a perdere i chili che aveva preso, ha poi capito che non doveva farsi scoraggiare dagli haters. Certo, ci è voluto tempo per imparare a non abbassare lo sguardo di fronte a una critica sul suo aspetto, ma poi ha capito che nessuna donna merita di essere giudicata per il proprio corpo. Eppure non tutti sono convinti che quello mandato dalla conduttrice sia un messaggio realmente genuino. A parlare è una modella che ha fatto dell’orgoglio curvy una vera e propria ragione di vita: Elisa D’Ospina. Da anni parla di body shaming e normalizzazione del corpo femminile, della necessità di uscire dalla gabbia del “corpo perfetto a tutti i costi” proposto sui social e su alcune passerelle. Nel corso di una trasmissione radiofonica è intervenuta per commentare il gesto di Vanessa Incontrada e ha avuto qualcosa da ridire.

«Questa copertina è il momento più bello degli ultimi anni», racconta sul numero di Vanity Fair in edicola dal 30 settembre l’attrice e conduttrice @vanessa_incontrada che in cover si mostra completamente nuda. «È il punto d’arrivo che vede il mio corpo diventare un messaggio per tutte le donne (e per tutti gli uomini): dobbiamo tutti affrontare, capire e celebrare una nuova bellezza». «Abbiamo voluto questa copertina per riflettere sul tema della Body Positivity e sulle implicazioni del concetto classico di bellezza sulle nostre vite», dichiara il direttore di Vanity Fair @marchettisimone. «La questione è complicata, vede il corpo delle donne in prima linea e annovera tutto quello che ci è stato insegnato con libri, spot, film, moda, cartoni animati e condizionamenti sociali, culturali e famigliari dagli anni Cinquanta a oggi. In fatto di bellezza, oggi sta succedendo quello che è successo alla terra dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo: là dove si pensava finisse il mondo, ne è iniziato un altro. E là dove si pensava finisse la bellezza forse e finalmente ne sta sorgendo una tutta nuova». #VFnessunomipuogiudicare Foto di @maxvadukul Fashion stylist on set @marchettisimone Assistente fashion per preparazione moda, Martina Antinori Assistente fashion on set, Camilla Fioravanti Producer @marinamoretti64 Hair @irenegrecomilano Make Up Arianna Campa @Closeupmilano Manicure Carlotta Saettone @W-MManagement Bracciali Iconica in oro rosa @pomellato

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Elisa D'Ospina a proposito di Vanessa Incontrada

Dopo Selvaggia Lucarelli, che aveva insinuato che Vanessa Incontrada non fosse abbastanza brutta e abbastanza grassa per andare in copertina in difesa delle donne vittime di body shaming, anche Elisa D'Ospina ha detto la sua. La modella curvy è intervenuta ai microfoni della trasmissione L'Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus.

La differenza tra me e Vanessa è che io parlo da 12 anni di queste cose, quindi sarebbe riduttivo dire che lo faccio solo per promuovere la mia immagine. Che lei lo abbia fatto per sé stessa è indubbio, perché ha messo sé stessa in copertina e non una serie di donne in sovrappeso.

La modella ha anche rivendicato la paternità di alcune parole pronunciate in tv dalla conduttrice, nel corso del monologo contro il body shaming recitato nella trasmissione di Gigi D'Alessio.

Per me Vanessa aveva vinto al 100% con quel monologo, anche se molte cose erano prese dal mio libro.

Il libro in questione si intitola Una vita tutta curve: la D'Ospina racconta la sua difficile battaglia per portare la taglia 48 in passerella e far capire che bellezza non è sinonimo di magrezza e perfezione. Secondo la modella il monologo della Incontrada è più forte della copertina perché punta sul potere delle parole e non focalizza l'attenzione sull'estetica.