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E se 007 fosse una donna? Perché abbiamo bisogno di un Bond al femminile

Chi ha detto che James Bond debba essere per forza un uomo? Magari potrebbe essere una signora, per una volta, a salvare il suo compagno in difficoltà, come già accaduto in altri film dalla storia importante.
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Agente 007: basta pronunciare queste parole e si apre un mondo. Bello, elegante, fascinoso, intrigante, coraggioso, spericolato, sexy, a seconda dei gusti e degli interessi di chi lo osserva, e anche dell'attore che lo incarna, ma c'è un aspetto su cui tutti siamo necessariamente d'accordo e che sembra così banale da non meritare neppure attenzione: uomo, James Bond è un uomo. E anche di un tipo preciso, piuttosto "tradizionale", che colleziona amanti su amanti, che adora i motori e che necessita di sfoggiare continuamente la sua adeguatezza virile al contesto.

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E se invece ci fosse una donna? Certo, siamo abituati alle Bond Girl, delle vere icone di bellezza e sensualità. Ursula Andress in bikini bianco è una specie di mito ormai. Ma per quanto, e non è scontato, possano essere importanti per la trama e riuscire ad avere un ruolo più attivo di una bella lampada dorata, la loro stessa ragion d'essere è quella di un supporto. Arricchire la narrazione con la loro bellezza, eleganza, magari anche decisione e carattere, certo, ma il loro scopo è sempre e comunque rimanere al servizio dell'eroe unico, incontrastato e immutabile. Basta pensare che ancora oggi il destino di quelle attrici è rimasto spesso legato al fascino espresso in quella partecipazione. Brillare esclusivamente per farlo brillare a sua volta. Ma cosa succederebbe se la donna fosse proprio la protagonista?

Sembra impensabile, eppure è quanto è emerso dopo l'annuncio di Daniel Craig di non voler più interpretare il ruolo, al lancio dell'immancabile hashtag #NextBond. Accanto ai nomi che circolano tra voci più o meno fondate, Idris Elba, Damian Lewis, James Norton o Tom Hiddleston, il popolo di twitter ha sollevato un'ipotesi che ha lasciato tutti spiazzati: Gillian Anderson, l'inarrestabile agente Dana Scully di X-Files, nonché Bedelia Du Maurier nella serie tv Hannibal. L'attrice ha apprezzato molto questa spontanea candidatura, e ha subito postato per ringraziare i fan in un modo simpatico e originale, rilanciando un'immagine amatoriale che la vede in copertina del prossimo film:

Bisogna proprio ammetterlo, Jane Bond non suona affatto male. Dopotutto il carattere d'acciaio c'è tutto, il fascino pure, l'eleganza non manca, non ci sono motivi per cui queste caratteristiche debbano essere necessariamente legate a un uomo. In un ruolo che sembra un vero baluardo del maschio dominante, la scelta di una protagonista femminile rappresenterebbe una vera rivoluzione. Certo, anche le Bond Girl sono migliorate nel tempo. Non più semplici oggetti ornamentali, ma parte attiva nella storia, antagoniste spietate, capaci per qualche momento persino di brillare di luce propria. Ma i loro connotati cambiano poco: la bellezza sempre fondametale, e il ruolo di spalla narrativa assolutamente imprescindibile.

Per qualcuno sarebbe proprio l'ora giusta, e l'unica speranza per svecchiare un personaggio ormai non più in linea con la modernità, per altri ne decreterebbe la morte. Qualunque sia la risposta, semmai ce ne fosse una giusta, sicuramente la sensibilità femminile darebbe un tocco differente a una figura tanto nota che rischia sempre più di scivolare verso lo stereotipo. Sarebbe bello, per una volta, vedere una donna che salva un uomo, magari, come già sta succedendo in tanti altri film e persino nei cartoni Disney. O magari un'agente che deve fare i conti con l'ora in cui andare a prendere i figli a scuola. Un punto di vista diverso potrebbe completare e arricchire quello già conosciuto e tanto amato. E poi, guardando questa finta copertina con l'energica Gillian, viene proprio da chiederselo. Perché no?

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