E' morto Hubert de Givenchy, celebre in tutto il mondo per aver vestito icone di stile come Audrey Hepburn e Jackie Kennedy e per aver dato i natali nel 1952 alla casa di moda che ancora oggi porta il suo nome e che diresse con successo per oltre quarant'anni. Lo stilista si è spento sabato 10 marzo all'età di 91 anni nel suo castello vicino Parigi, a dare notizia della scomparsa Philippe Venet, il compagno dello stilista. "Hubert de Givenchy si è spento nel sonno sabato il 10 marzo 2018. I nipoti e le nipoti e i loro figli condividono il suo dolore", si legge nel comunicato diffuso per dare notizia della scomparsa. La famiglia ha inoltre fatto sapere che i funerali si terranno in forma privata e chiesto a tutti i fan di non inviare fiori ma di fare una donazione all'Unicef per dire addio allo stilista con un gesto altruista.

Come è nato l'impero Givenchy

Hubert de Givenchy nasce nel 1927 e cresce in una famiglia borghese poco incline a voler assecondare i "desideri di moda" del talentuoso designer. Nonostante le reticenze della famiglia, nel dopoguerra Givenchy si reca a Parigi per dar vita al suo sogno di diventare uno stilista affermato. Inizia a fare pratica nelle sartorie e negli atelier più celebri dell'epoca, tra questi quello di Elsa Schiaparelli. Il suo idolo è però Cristobal Balenciaga, a lui guarda e si ispira quando deve disegnare un abito che faccia sognare ogni donna. Dopo pochi anni di apprendistato Hubert, a soli 25 anni, precisamente nel 1952,  riesce a fare il grande salto fondando la casa di moda che ancora oggi porta il suo nome, Maison che avrebbe trasformato in breve tempo in un vero e proprio impero. La fama internazionale arriva poco dopo grazie all'incontro con Audrey Hepburn, unica grande musa di Givenchy.

Il tubino di Givenchy per Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany"

Lo stilista diventa il preferito dell'attrice hollywoodiana: Audrey Hepburn indossa con uno stile inconfondibile gli eleganti abiti dalle linee sobrie ed essenziali disegnati sul suo corpo longilineo dal couturier francese. Arriva poi il celebre tubino nero, chic e riconoscibile, indossato dalla Hepburn nel leggendario film "Colazione da Tiffany", un modello che diventa un'icona entrando di diritto nella schiera dei vestiti che hanno rivoluzionato la moda contemporanea. Un abito senza tempo, simbolo di stile ed eleganza. Tra Givenchy e la Hepburn nasce un sodalizio che diventa uno scambio reciproco: sarà lo stilista con le sue creazioni a esaltare la bellezza "minimal" della Hepburn, contribuendo a creare l'aura iconica attorno al suo personaggio, d'altro canto l'attrice con la sua fama darà grande visibilità al couturier. Dopo la Hepburn saranno moltissime le donne del jet set e del cinema a voler vestire abiti Givenchy, da Grace di Monaco a Jackie Onassis.

L'addio alla moda di Givenchy e l'arrivo di Tisci

Nel 1988, dopo aver diretto per 36 anni in maniera indipendente la sua casa di moda, Givenchy decide di vendere il marchio al colosso del lusso LVMH per 45 milioni di dollari (cifra record per l'epoca), riuscendo però a mantenere la direzione creativa della Maison per altri sette anni. Nel 1995 l'addio definitivo alla moda: Hubert lascia, affidando lo stile ormai riconoscibile di Givenchy ai nuovi talenti della moda contemporanea, prima John Galliano, poi Alexander McQueen e Julien McDonald, fino all'arrivo di Riccardo Tisci nel 2005, che dirigerà per oltre 10 anni e con grande successo la casa di moda prima di lasciare il passo, nel 2017, a Claire Waight Keller, attuale direttore creativo, che ha recentemente debuttato sulle passerelle francesi. L'arte di Givenchy è stata celebrata nel 1991 con una mostra retrospettiva al Palais Galliera di Parigi intitolata "Givenchy 40 years of creation", in cui sono stati raccolti i più celebri abiti dello stilista, le creazioni iconiche che hanno fatto storia. Uomo dall'eleganza innata, Givenchy ha saputo con la sua arte portare nel mondo della moda uno stile inedito, così semplice ma così elegante, così essenziale eppure così nuovo, uno stile rappresentato appieno da Audrey Hepburn, uno stile che rimarrà nella storia del costume contemporaneo.