Esistono ancora paesi nel mondo dominati da una forte mentalità maschilista e patriarcale, in cui nascere donna significa combattere ogni giorno contro la legge per far valere i propri diritti e non sempre questa lotta si conclude con risultati positivi. Un esempio è l'Iran, dove all'inizio del 2018 più di 40 donne sono state arrestate per aver tentato di entrare in uno stadio. Oggi, però, dopo forti pressioni della Fifa sul governo, le cose sembrerebbero essere cambiate. In occasione della partita Iran-Cambogia sono stati venduti circa 3.000 biglietti alle rappresentanti del sesso femminile, alle quali è stata però riservata una tribuna che è stata trasformata in una "gabbia".

Per 40 anni alle donne iraniane è stato vietato l'ingresso allo stadio

Era il 1979 quando c'è stata la rivoluzione islamica con a capo l'imam Ruhallah Khomeynī,   che ha istituito una democrazia con tendenze teocratiche. Da quel momento in poi le donne hanno perso gran parte dei loro diritti, primo tra tutti quello di entrare all'interno degli stadi, cosa che le ha costrette a guardare le partite da casa o nei bar. Così facendo, la polizia religiosa intendeva evitare ogni tipo di contatto con uomini che non fossero parenti. Per 40 anni non c'è stato verso di far cambiare idea al governo su questo divieto, anche se sono stati trovati diversi espedienti per raggirarlo, ad esempio negli ultimi anni molte donne si travestivano da maschio e riuscivano così a entrare all'interno dello stadio. Un'eccezione è stata fatta durante i mondiali del 2018, per la precisione durante la partita Iran-Spagna, alla quale le donne hanno potuto assistere attraverso un maxi schermo. Si è deciso di fare qualcosa di materiale per cambiare un divieto tanto restrittivo solo quando lo scorso settembre Sahar Khodayari, tifosa di 30 anni dell'Esteghlal, una squadra iraniana di serie A, si è bruciata davanti al tribunale per non ritornare in carcere dopo essere stata vista sulle tribune tra soli uomini.

Le donne possono assistere alle partite internazionali

Quella giovane tifosa ha voluto rivendicare il diritto femminile di di entrare allo stadio e a quanto pare ci è riuscita. In seguito al tragico evento, la Fifa ha cominciato a fare pressioni sul governo iraniano, minacciandolo di escluderlo dalla Repubblica islamica dalle competizioni internazionali se non avesse rivisto la legge discriminatoria. Nella questione è intervenuta anche Amnesty International, che ha definito quella decisione delle autorità iraniane "una cinica mossa pubblicitaria con cui intendevano ripulire la loro immagine dopo l'indignazione globale generata dalla tragica morte di Sahar Khodayari”. Oggi dopo 40 anni le donne possono finalmente tornare allo stadio, anche se questa apertura vale solo per le partite internazionali. Per il match Iran-Cambogia allo stadio Azadi di Teheran sono stati venduti 3.500 biglietti alle rappresentanti del sesso femminile. A loro sono stati riservati 4 settori, che sono però stati messi in sicurezza con delle protezioni che li hanno trasformati in vere e proprie "gabbie", così da evitare potenziali incidenti.