La Maison Versace è finita nell'occhio del ciclone per colpa di una T-shirt del costo di 380 dollari che ha creato grande scalpore in Cina. Sui social sono state diffuse immagini di una maglietta griffata Versace, sul cui retro sono stampati i nomi di alcune grandi città di tutto il mondo, da Milano a New York, da Londra a Rio de Janeiro, al fianco di ogni città la nazione di appartenenza. Fin qui nulla di strano. A dare il via alla polemica è stato il fatto che Macao e Hong Kong sulla T-Shirt sono indicate come città appartenenti a stati indipendenti e non alla Cina. Dunque la dicitura stampata sul cotone appare come "Hong Kong – HONG KONG" e "Macau – MACAO". Attraverso post degli utenti su Weibo, il social network più diffuso in Cina, e alcuni giornali locali Versace é stata accusata di attentare all’integrità nazionale della Cina, indicando città come Macao e Hong Kong indipendenti mentre alla fine degli anni '90 quelle che erano ex colonie europee erano tornate alla Cina. Dopo che le immagini della shirt sono iniziate a circolare migliaia di utenti su Weibo le hanno condivise e l'attrice cinese Yang Mi ha voluto interrompere tutte le sue collaborazioni con il marchio Versace.

Immediata la risposta della Maison che si è subito scusata per l'errore. A metterci la faccia è stata Donatella Versace, non c'è stato dunque un comunicato dell'ufficio stampa ma un messaggio pubblicato sull'account ufficiale di Donatella Versace, che è stato poi rilanciato dall'account ufficiale del brand di moda. La stilista ha pubblicato una sua foto in primo piano, accompagnata dalle scuse: "Mi dispiace profondamente per lo sfortunato errore che è stato fatto di recente dalla nostra azienda e di cui attualmente si parla su vari social media. Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina ed è per questo che ho voluto chiedere personalmente scusa per tale imprecisione e per ogni problema causato".

L'azienda ha ritirato a fine luglio le magliette incriminate dal mercato e ha comunicato di averle distrutte tentando di risolvere il problema. Sul profilo Instagram del marchio è stato ripostato il messaggio di Donatella Versace, con le foto delle scuse firmate della stilista in inglese e in cinese. Ad accompagnare gli scatti una nota dell'azienda in cui si legge : "La società si scusa per il design del suo prodotto e comunica il ritiro dal mercato delle magliette già iniziato a luglio. Il marchio ammette le proprie responsabilità e sta cercando le azioni per migliorare il modo in cui operare quotidianamente per essere sempre più coscienzioso e consapevole".

Non è la prima volta che una casa di moda italiana finisce al centro delle polemiche in Cina per errori o scelte legate a capi o a campagne adv. Recentemente gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno avuto non pochi problemi per uno spot considerato offensivo lanciato in Cina in occasione della sfilata di Alta Moda del marchio organizzata a Shanghai. Negli spot una ragazza veniva presa in giro con doppi sensi da una voce fuori campo perché non riusciva a prendere con le bacchette un classico cannolo siciliano. Lo spot fece infuriare il pubblico e la sfilata fu annullata comportando una serie di gravi danni anche economici al marchio del duo di stilisti.