La lingua non è fissa, ma muta in base anche alle abitudini di chi parla e di chi scrive. Tante convenzioni sono venute meno nel corso degli anni, adattandosi ai tempi, alle consuetudini, alle mode. Basti pensare a come è cambiato il linguaggio dopo l'avvento dei social, a quanti neologismi sono stati coniati anche sulla loro scia: da googlare a TikToker, da scroll a instagrammabile. Un dibattito molto acceso riguarda l'influenza che alcuni termini possono avere dal punto di vista sociale. Particolarmente spinosa è diventata la questione relativa alle declinazioni, maschile e femminile, dei mestieri e delle professioni: perché dire maestro e maestra, ma non presidente e presidentessa? In alcuni casi l'utilizzo del maschile è un'abitudine radicata in stereotipi superati: perché in passato l'avvocato era per forza un uomo, ma oggi esistono anche le avvocatesse. Eppure, continuiamo a chiamarle avvocati. Il dizionario tedesco Duden ha tagliato la testa al toro e ha deciso, in nome della parità di genere, di non usare più il generico maschile, ma di inserire le voci sia al maschile che al femminile.

Un linguaggio equo tra i sessi può combattere il sessismo?

Il dizionario tedesco Duden, uno dei più prestigiosi, ha deciso di ampliare la sua versione online e di aggiungere a ben 12 mila voci maschili il loro corrispettivo femminile. Insomma, tutti quei sostantivi (quelli delle professioni per esempio) declinati il più delle volte solo col maschile generico, adesso troveranno spazio anche al femminile: ci sarà dottore, ma anche dottoressa. La decisione ha ovviamente diviso le opinioni. Da una parte ci sono i più radicali sostenitori dell'immutabilità della lingua, convinti che non sia agendo su essa che si debbano cercare determinate rivoluzioni sociali. Viceversa, dall'altra parte coloro che ritengono che la lingua sia un veicolo importante per il cambiamento e che quindi un linguaggio equo tra i sessi potrebbe anche fare qualcosa contro il sessismo nel mondo. Il Duden ha una grande credibilità, tantissimi vi fanno affidamento per risolvere i loro dubbi o accrescere le conoscenze.

Abolire il generico maschile per cambiare le cose

Dire studenteinquilino o lettore non avrà più lo stesso significato. Un inquilino non sarà più "qualcuno che ha affittato qualcosa", ma "una persona di sesso maschile che ha affittato qualcosa". Il termine troverà spazio al pari di inquilina, però saranno spiegati separatamente. Ancora non è chiaro se la modifica riguarderà anche l'edizione del Duden destinata alla stampa. In quella online (che dovrebbe essere ultimata nel 2021) il generico maschile scomparirà. Si sdoppierà nelle sue due declinazioni: la maschile e la femminile. Il quotidiano tedesco Rheinische Post ha riportato le dichiarazioni di Nicole Weiffen, addetto stampa di Duden, che ha spiegato: «Le decisioni sono costantemente basate sull'uso generale. Il maschile generico viene sempre più messo in discussione, percepito come non più attuale. Numerosi studi hanno dimostrato che il genere grammaticalmente maschile in tedesco non è neutrale rispetto al genere nelle persone». Ma non tutti sono convinti che questa decisione sia sensata. Il linguista Peter Eisenberg la ritiene fuorviante, la collega Elisabeth Leiss irresponsabile. La questione di fondo è se un dizionario possa realmente contribuire a educare dal punto di vista sociale e soprattutto: è poi effettivamente suo compito farlo?