La dieta del gruppo sanguigno è stata ideata e sperimentata per la prima volta negli anni '60 da Peter D'Adamo, un naturopata americano, ed è stata rilanciata da alcuni anni in Italia da dottor Pietro Mozzi che, nel 2012, ha scritto un libro dal titolo: La dieta del dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari, in cui stila una lista di cibi che apportano benefici o che sono dannosi per l'individuo in base al suo gruppo sanguigno. Il dottore traccia però anche delle regole generali che valgono per tutti: mangiare pochi latticini, che causano dolori articolari; limitare il consumo di cibi che contengono glutine, in quanto favoriscono le infiammazioni intestinali. Consiglia invece a tutti di bere acqua e limone al mattino , meglio se tiepida, in quanto, grazie al citrato, regola in maniera corretta il ph dell'intestino. Inoltre dà anche indicazioni sullo stile di vita da adottare in base al gruppo sanguigno, consigliando l'attività fisica più adatta. Anche se questo regime alimentare non ha basi scientifiche, così come riporta l'American Journal of Clinical Nutrition, si è diffuso molto negli ultimi quindici anni. Vediamo allora nello specifico in cosa consiste la dieta del gruppo sanguigno e se aiuta a dimagrire.

In cosa consiste la dieta del gruppo sanguigno?

Secondo i fautori di questo regime alimentare, ad ogni gruppo sanguigno (A, B, AB e 0) corrispondono determinate caratteristiche genetiche che incidono su metabolismo, sistema immunitario, peso forma, ma anche patologie e predisposizione a intolleranze o allergie, e che determinano quale sia l'alimentazione più giusta da seguire abbinando le giuste combinazioni alimentari. Ad ogni gruppo sanguigno, quindi, sono collegati alimenti che si dovrebbero evitare ed altri consigliati, per dimagrire in modo semplice, mantenendo il peso forma più a lungo, e per prevenire le malattie. Il dottor Mozzi dà particolare importanza alle lectine, proteine che ingeriamo attraverso alcuni cibi e che potrebbero creare intolleranze se non conciliabili con quel particolare gruppo sanguigno. Il gruppo 0 è considerato quello più ancestrale che ha bisogno di una dieta ricca di proteine; il gruppo A è quello dell'agricoltore, quello più evoluto, che deve prediligere vegetali e cereali nella sua alimentazione; il gruppo B viene definito anche "nomade" e sarebbe più incline all'adattamento quindi: cereali, latticini, vegetali, carne e pesce; il gruppo AB dovrebbe seguire una dieta intermedia rispetto a quelle del gruppo A e B. Ma vediamole meglio nello specifico.

Gruppo 0

Il gruppo sanguigno 0 è il più diffuso al mondo. Chi appartiene a questo gruppo ha un sistema immunitario molto reattivo e un apparato digerente forte. La sua alimentazione ideale deve essere ricca di proteine animali, ma anche verdure e legumi. Deve evitare latticini e cereali che contengono glutine, oltre a legumi come le lenticchie. La sua alimentazione deve essere abbinata ad una intensa attività fisica, molto indicato il nuoto.

Alimenti sì: carne rossa, ne può mangiare fino a 180 grammi 6 volte a settimana, frutti di mare, pesce azzurro, fegato, verza, zucca e bresaola, noci, semi di zucca.

Alimenti no: latticini, cibi affumicati, carne di maiale (quindi anche affettati), lenticchie, fagioli, arachidi, olive nere, cereali che contengono glutine, patate, cavoli, melanzane, arance, fragole e caffè.

Gruppo A

Chi appartiene al gruppo sanguigno A deve seguire un'alimentazione composta principalmente da cibi naturali e freschi: vegetali, pesce, uova e legumi. Le persone che appartengono a questo gruppo sono maggiormente predisposte a malattie cardiache, tumori e diabete ma anche allo stress. Per mantenersi in forma sono consigliate attività che favoriscono il rilassamento come yoga e pilates.

Alimenti sì: pesce (merluzzo e salmone), carni bianche (pollo e tacchino), insalata, legumi, soia, tè, vino rosso.

Alimenti no: carne rossa, latticini, patate, melanzane, pomodori, burro, pistacchi, crusca, frumento, cavolo . Tra i pesci no a nasello, orata e branzino.

Gruppo B

La dieta delle persone che appartengono al gruppo sanguigno B  deve includere una grande varietà di alimenti, hanno infatti un sistema digerente che si adatta bene ai cambiamenti. I disturbi a cui vanno maggiormente incontro sono malattie autoimmuni ma anche sclerosi multipla e lupus. Inoltre, come quelli del gruppo 0 sono intolleranti al glutine. Le attività fisiche consigliate devono impegnare in maniera bilanciata mente e corpo. Sono indicati nuoto, aerobica, tennis, arti marziali e yoga.

Alimenti sì: rispetto agli altri gruppi, al gruppo B sono maggiormente concessi i latticini, meglio se di capra, poi riso, fagioli, cavoli, barbabietola, tutte le verdure a foglia verde, broccoli, melanzane, carote, patate, peperoni e verza.

Alimenti no: tra i latticini no a gorgonzola e formaggi fermentati, pollo, carne suina, carciofi, crostacei, lenticchie, frutta secca, olive nere, pomodori, zucca, avocado, melograno e birra. La pasta è concessa ma il suo consumo deve essere limitato.

Gruppo AB

Chi appartiene al gruppo sanguigno AB deve seguire una dieta intermedia tra quella del gruppo A e quella del gruppo B. Il gruppo sanguigno AB ha un sistema immunitario più resistente a allergie e malattie infettive ed è più predisposto sua all'aumento di peso che al dimagrimento. Chi appartiene a questo gruppo è anche più predisposto a stress e irritabilità. Le attività fisiche consigliate sono yoga, camminata veloce, stretching, nuoto, bicicletta, mentre sono da evitare gli sport competitivi.

Alimenti sì: carni bianche (tacchino e coniglio), fagioli, soia, piselli, riso,, aglio, alghe, tra gli ortaggi da preferire: cavolo, broccoli, melanzane, pomodori. Tra la frutta prediligere pompelmo, ananas.

Alimenti no: carne rossa, bresaola, salmone, latticini, burro, grano saraceno, carciofi, mais, peperoni, frutta secca, nocciole, arance, banane e tè.

La dieta del gruppo sanguigno aiuta a dimagrire?

La dieta del gruppo sanguigno funziona? Fa dimagrire? Come abbiamo già anticipato all'inizio, questa dieta non ha basi scientifiche ed è stata stroncata da molti studi che negano una correlazione tra gruppo sanguigno e esigenze nutrizionali di ognuno. Il pericolo di questa dieta è poi quello di essere troppo restrittiva andando ad escludere alimenti importanti per la salute. Alcune persone dimagriscono seguendo questa dieta, altre no, anzi soffrono a causa della mancanza di alcuni cibi preclusi dalla dieta. La perdita di peso può essere ricondotta anche al cambiamento di regime alimentare: introducendo meno calorie si perdono i chili di troppo, ma potrebbe essere una motivazione non valida. Inoltre il Langone Medical Center di New York, sottolinea come, soprattutto le diete del gruppi sanguigni 0 e A, siano troppo restrittive eliminando molti alimenti importanti: ciò può portare a una perdita di peso ma anche a carenze nutrizionali.

Perché la dieta del gruppo sanguigno è considerata una bufala?

Il mondo scientifico condanna la dieta del gruppo sanguigno, considerandola una bufala, in quanto priva di scientificità e i motivi principali per cui la condannano sono i seguenti:

  • 4 gruppi sanguigni sono troppo pochi per fare una suddivisione di carattere alimentare in base ad essi. Ad esempio, D'Adamo afferma che le persone del gruppo 0 sono intolleranti al glutine e quindi, in caso di assunzione di questo elemento dovrebbero stare tutti male, mentre non è così;
  • inoltre è da considerare una bufala anche la questione delle lectine che, se non compatibili con un gruppo sanguigno potrebbero provocare intolleranze. I meccanismi che scatenano allergie e intolleranze sono molto più complessi, inoltre la sensibilità al glutine colpisce allo stesso modo le persone che appartengono ai diversi gruppi sanguigni, come afferma il dottor Spisni, esperto di fisiopatologia del tratto digerente e docente al Master di alimentazione ed educazione alla salute dell’Università di Bologna.
  • la dieta del gruppo sanguigno è poi troppo restrittiva e potrebbe provocare notevoli carenze nutrizionali;
  • i medici che non ritengono valido questo regime alimentare, affermano anche che fare una dieta in base alla genetica non è possibile: le uniche cose che possiamo capire da uno studio del DNA sono le intolleranze a determinati elementi come glutine, lattosio, ma è impossibile indicare delle combinazioni alimentari con cibi più indicati rispetto ad altri.