Tamponi, assorbenti, detergenti intimi sono tutti prodotti che le donne utilizzano da decenni per curare la propria igiene. Anche se riescono a dare comfort e freschezza, soprattutto nei giorni del ciclo mestruale, sembra che debbano essere usati il meno possibile poiché mettono a rischio la propria salute. Sono fabbricati con fibre sintetiche, sostanze che attirano batteri mortali e che liberano elementi chimici pericolosi, e poi sbiancati con il cloro. Il processo dà vita però a idrocarburi clorati, delle tossine particolarmente pericolose.

In particolare, sono i tamponi ultrassorbenti Rely di Procter and Gamble ad essere stati definiti i più pericolosi, tanto che nel 1980 sono stati ritirati dal mercato poiché contenevano agenti cancerogeni, capaci di causare delle alterazioni all’interno della vagina. L’Agenzia degli Alimenti e delle Medicine e l’industria per l’igiene femminile hanno comunicato inoltre che tra la fine del 1970 e gli inizi del 1980 sono state più di 50 le donne statunitensi che sono morte a causa di infezioni provocate dall’uso di assorbenti interni.

Ancora oggi, i prodotti per l’igiene femminili sono estremamente pericoloso poiché realizzati con il cotone proveniente dalle coltivazioni geneticamente modificate. L’ideale sarebbe smettere di utilizzarli ma, essendo impossibile, si può optare per delle alternative naturali al 100% come coppette mestruali, assorbenti fatti con cotone biologico o con la staffa. Per prendersi cura della flora batterica della vagina, si consiglia invece di ridurre l’uso di prodotti aggressivi, che possono sfregare ed irritare la zona genitale.