Meghan Markle con un editoriale pubblicato sul New York Times ha voluto condividere con i lettori una propria dolorosa esperienza personale, in cui certamente si potranno riconoscere tante donne. La duchessa di Sussex ha rivelato di aver perso un bambino, nel mese di luglio. Questa estate in effetti si erano rincorse diverse voci, in merito a una possibile seconda gravidanza della moglie del principe Harry. Voci mai confermate dai diretti interessati. Solo ora, a distanza di mesi, l'ex attrice di Suits ha ammesso che quel bambino c'era, ma che un aborto spontaneo ha purtroppo fatto sì che non venisse al mondo. Dalle righe della Markle trapela un comprensibile dolore, ma ammette anche che la sua elaborazione di questo sentimento è stata possibile solo con una consapevolezza: quella di non essere sola. Nell'editoriale scrive:

Perdere un figlio significa portare un dolore quasi insopportabile, vissuto da molti ma di cui parlano pochi […] Eppure, nonostante la sconcertante comunanza di questo dolore, la conversazione rimane un tabù, piena di vergogna (ingiustificata) che perpetua un ciclo di lutto solitario.

Per questo il forte messaggio della duchessa è proprio quello di non abbandonare le donne con quel senso di vergogna o di colpa che a volte fa ingiustamente capolino dopo una terribile esperienza come questa.

Il dolore che c'è dietro un aborto spontaneo

Un aborto spontaneo espone la coppia a un dolore estremo da cui risollevarsi può essere difficile. Per la donna, in particolare, accettare un episodio così devastante è arduo. La perdita genera frustrazione, stress: è un trauma vero e proprio che rende difficoltoso tornare alla precedente quotidianità. Per questo a volte si rende necessario un percorso di terapia, che possa aiutare ad affrontare innanzitutto la cosa e poi a superarla. Isolarsi è in questo senso la cosa più sbagliata da fare. Si pensa che il dolore vada gestito autonomamente e che si sia in possesso delle armi per farlo, ma non è così. Rendere partecipi le persone care del proprio stato d'animo consente di alleggerire il peso che si sta portando e lo stesso vale se lo si condivide con professionisti in possesso delle competenze giuste per aiutare. Infatti la duchessa scrive, nella sua lunga lettera:

Quando le persone chiedono come stai e quando ascoltano davvero la risposta, con cuore e mente aperti, il carico di dolore spesso diventa più leggero, per tutti noi. Invitati a condividere il nostro dolore, insieme facciamo i primi passi verso la guarigione.

Meghan Markle, ultima personalità pubblica ad aver raccontato la propria esperienza di aborto spontaneo, ha messo l'accento sull'importanza di non chiudersi in un lutto solitario, che diventa un'implosione insopportabile. Quello della perdita di un figlio è purtroppo un dolore che accomuna tante donne, che spesso provano ingiustamente vergogna nel parlarne o peggio senso di colpa per l'accaduto. Invece chiedere aiuto e condividere il dolore può aprire una porta sulla guarigione.