Leggere almeno due libri al mese. Andare in palestra tre volte la settimana. Fare digital detox. Mangiare più sano. Chi ha già preparato la lista dei buoni propositi? E chi ha trovato l'elenco dello scorso anno e si è accorto di aver raggiunto meno della metà degli obiettivi prefissati? A gennaio 2019 almeno 6 italiani su 10 hanno stilato un elenco di obiettivi da raggiungere. Ma secondo uno studio di YouGov, a tre mesi dall'inizio del nuovo anno, 4 persone su 10 hanno dichiarato di aver posticipato i loro buoni propositi a data da destinarsi, in particolare, a esercitare l'arte del rimandare sono state soprattutto le donne (45%) e i giovani (51% degli intervistati tra i 18 e i 34 anni). "Il capodanno è l'inizio di un nuovo ciclo. Si chiude una fase e se ne apre un'altra, e per questo sentiamo forte l'esigenza di fare programmi. Ci sentiamo più motivati e aperti verso dei nuovi orizzonti", ha spiegato a Fanpage.it lo psicologo e psicoterapeuta Andrea De Simone. Ma come fare allora per far sì che quella lista di obiettivi non resti chiusa nel cassetto fino al prossimo capodanno?

Realismo e costanza: come raggiungere i propri obiettivi

Il primo consiglio è armarsi di realismo: "Chi ha una scarsa autostima tende a porsi degli obiettivi eccessivamente ambiziosi. Aumentano le pretese verso se stessi e si esagera, scrivendo nella famosa lista degli obiettivi quasi irraggiungibili. E questo modo di fare può rivelarsi una trappola, un boomerang". Il primo passo è allora scegliere dei propositi che non siano eccessivamente modesti ma neanche irraggiungibili: "Proviamo a creare dei macroobiettivi – consiglia lo psicologo – e pianifichiamo il loro raggiungimento attraverso delle tappe intermedie, degli step. Proviamo a raggiungere il nostro scopo in maniera graduale. E cerchiamo di essere costanti, creando delle dipendenze e delle abitudini positive". Prendiamo carta e penna allora, scegliamo cinque buoni propositi, non di più, e da subito pianifichiamo anche tutte le fasi necessarie per il raggiungimento di ciascuno di essi.

Nessuna fretta: prendiamoci il tempo che serve

Pazienza è la parola chiave che deve guidare il raggiungimento dei buoni propositi: "Quando si tratta di scopi da raggiungere non dobbiamo farci soffocare dai concetti del ‘tutto o niente' o del ‘tutto e subito'- spiega lo psicologo – entrambi infatti rischiano di farci distogliere l'attenzione dall'obiettivo principale". Ad esempio, non promettiamo a noi stessi di iscriverci in palestra e di andarci tutti i giorni: iniziamo con l'allenarci un giorno a settimana e nell'arco di qualche mese proviamo a incrementare fino a tre volte la settimana. "Se riusciamo a diluire l'obiettivo, diminuiscono le probabilità di andare incontro al fallimento. Dobbiamo sedimentare abitudini e modalità in modo che diventino parte integrante della nostra quotidianità". E se proprio non riusciamo a raggiungere l'obiettivo sperato? "Impariamo a essere anche resilienti. E soprattutto cerchiamo di capire se quell'obiettivo ci interessa realmente. Se davvero è un nostro scopo o se ci è stato imposto dall'esterno". 

L'ottimismo alleato del nuovo anno

Infine l'importanza di una tensione positiva: "È indispensabile essere ottimisti, che non vuol dire essere illusi. Dobbiamo puntare su tutto ciò che di buono abbiamo già costruito e prendere questo anno che finisce come un esempio, un faro per poterci orientare nel 2020. Gli errori del passato non devono essere considerati come un fallimento ma come una possibilità. Il fallimento non è una ghigliottina. Nessuno ci preclude la possibilità di riprovare e di fare meglio". Addio dunque rigidità e atteggiamenti autocritici: "Cerchiamo di capire se e dove abbiamo sbagliato e rimettiamoci in discussione esattamente a partire da quel punto. Adottiamo come parole chiave quando stiliamo la nostra lista di inizio anno: determinazione, costanza e pazienza".