Le etichette dei vestiti riportano informazioni utili al consumatore: indicano infatti in che modo lavare il capo, come asciugarlo e stirarlo oltre alla composizione del tessuto con la dichiarazione della fibra e le percentuali. Imparare a leggere le etichette dei capi d'abbigliamento può aiutarci a non sbagliare il trattamento durante il lavaggio e ad acquistare indumenti con specifiche composizioni di tessuto in base alla nostre esigenze.

Etichetta sui capi d'abbigliamento: informazioni riportate e cosa dice la legge

L'etichetta dei tessuti è una vera e propria carta d'identità del capo d'abbigliamento, la legge ne prevede l'esistenza e sottolinea che debbano essere riportare alcune informazioni utili come nome del produttore e marchio; composizione del tessuto, con la dichiarazione della fibra e le percentuali, e manutenzione dei prodotti: la dicitura "100%" o "puro" può essere utilizzata solo se il tessuto è realizzato interamente con la stessa fibra. L'etichetta può poi riportare la denominazione di una sola fibra che, in questo caso, deve raggiungere al meno l'85% del peso totale. Se invece in un capo sono presenti più fibre, nessuna delle quali raggiunge l'85%, allora troveremo la dicitura di almeno due fibre, con le altre che seguono in ordine decrescente. Infine l'etichetta deve contenere le istruzioni relative al lavaggio e alla stiratura del capo: ad esempio se è possibile candeggiarlo, asciugarlo nell'asciugatrice, se e come stirarlo, ciò è indicato attraverso dei simboli, alcuni facili da capire come la bacinella, che indica il lavaggio in acqua e a quanti gradi, o il ferro da stiro, altri più complicati, ad esempio quello del lavaggio a secco, che è rappresentato da un cerchio con all'interno una lettera, che indica il tipo di solvente da utilizzare. Il triangolo indica invece la possibilità o meno di candeggiare il capo. Quando i simboli sono sbarrati con una X, significa che quel trattamento non è possibile.

Il Ministero dell'Industria ha esteso, anche per i capi d'abbigliamento, le disposizioni previste per l'etichettatura di gran parte dei prodotti dalla Legge 126/91 e dal relativo Decreto di attuazione (D.M. 8-02-1997, Nr. 101). Non è quindi possibile vendere capi sprovvisti di etichetta e i consumatori possono segnalare eventuali mancanze, da parte del produttore, direttamente alla Camera di Commercio, presso l'ufficio UPICA, che svolge attività di controllo, con sanzioni che possono arrivare fino a tremila euro.

Etichette dei tessuti: composizione e come scegliere quelli più sicuri

Le etichette dei vestiti riportano quindi indicazioni sulla fibra con la quale è composto il tessuto, sulla tipologia di lavaggio, ecc…, ma non indicano ad esempio quali coloranti vengono utilizzati, o informazioni sui processi tessili. Per essere completa, l'etichetta dei tessuti dovrebbe contenere informazioni utili per proteggere anche la nostra pelle da possibili allergie o da componenti tossiche. Prima di realizzare il prodotto, infatti, i tessuti subiscono un gran numero di lavorazioni: vengono infatti trattati con coloranti, sbiancanti, antimuffa, anti piega, ammorbidenti, ecc…, tutte sostanze che entreranno in contatto con la nostra pelle, con la possibilità di causare allergie o irritazioni. Nell'industria tessile, ad esempio, si fa largo uso di ftalati, sostanze classificate come tossiche dall'Unione Europea, informazioni che però non troviamo riportate sull'etichetta. Per scegliere tessuti a norma possiamo verificare dove è stato prodotto il capo: tendenzialmente quelli prodotti in Europa e in Italia sono più sicuri. Preferite inoltre tinte chiare in quanto i colori scuri, soprattutto rosso, nero e blu, possono contenere nichel, che potrebbe scatenare reazioni allergiche. Scegliete inoltre sempre fibre naturali per praticare sport: oltre ad essere traspiranti, riducono l'assorbimento di eventuali sostanze tossiche. Il consiglio finale è ovviamente quello di diffidare di capi d'abbigliamento che non riportano alcuna etichetta o che ne presentano una chiaramente falsa.

Informazioni utili per tutti i tessuti

Come abbiamo visto, i simboli di lavaggio ci indicano come e in che modo lavare il capo che abbiamo acquistato, in modo da farlo durare più a lungo senza rovinarlo, con le relative informazioni in merito a candeggio, lavaggio a secco, ecc…, ci sono però delle informazioni utili per tutti i tessuti, che bisogna cercare di seguire sempre: evitate le temperature troppo alte durante il lavaggio: la lana potrebbe restringersi, ad esempio, inoltre, quando l'etichetta lo permette, preferite il lavaggio in lavatrice piuttosto che quello a mano: i capi vengono lavati meglio e più a findo in lavatrice. Non asciugate i vestiti alla luce diretta del sole, soprattutto quelli chiari, che potrebbero ingiallirsi, e quelli in lana che si infeltriscono facilmente: stendeteli senza appenderli, altrimenti i capi in lano potrebbero deformarsi. Inoltre evitate l'uso di candeggina ma scegliete degli agenti sbiancanti che non attaccano le fibre. Ricordate poi che i capi foderati devono essere lavati sempre a secco, ad esempio giacche o cappotti, così come i capi in seta. I tessuti che perdono colore durante il lavaggio, o quelli che hanno componenti in cuoio o metallici, non devono essere lasciati in ammollo perché potrebbero rovinare il capo stesso e quelli presenti in lavatrice o nella bacinella.