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Chi dice che cucire e stirare sia roba da donne? In Finlandia si insegnano a scuola anche ai maschi

Si parla di parità di genere soprattutto in riferimento al mondo del lavoro: ma dentro casa? In Italia si avverte molto forte la rigida suddivisione di ruoli, che vede le donne come uniche incaricate dell’economia domestica. In Finlandia invece è addirittura materia di studio a scuola: in nome della gender equality i bambini (maschi e femmine) vengono avviati ad attività come stirare, cucinare, cucire e così via.
A cura di Giusy Dente
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Storia, italiano, matematica…ed economia domestica. Le scuole finlandesi hanno un approccio molto diverso all'istruzione, rispetto a quelle italiane e difatti l'educazione dei bambini passa attraverso una varietà di materie di studio che non riguardano solo l'apprendimento di nozioni teoriche e le materie tradizionali. In Finlandia i bambini vengono avviati anche a tutte quelle attività che riguardano la gestione della casa, attività che nella nostra cultura sono considerate tipicamente femminili. Nei Paesi nordici l'impostazione è diversa, la suddivisione dei ruoli è molto meno marcata e non c'è storicamente una così rigida diversificazione dei lavori in base al sesso. Ecco perché trovano spazio tra i banchi di scuola anche attività come apparecchiare e sparecchiare, stirare, cucinare, pulire il forno, caricare la lavatrice, cucire, mettere a posto le stoviglie dopo averle lavate. Di recente l'insegnamento di economia domestica è stato esteso anche ai più piccoli, in un'ottica di gender equality.

Le faccende domestiche s'imparano a scuola

In Finlandia l'insegnamento di economia domestica fa parte dei programmi scolastici da decenni: prima però veniva impartito a maschi e femmine dai 13 ai 15 anni, mentre adesso la materia è entrata a far parte anche delle scuole elementari. Dunque si insegnerà come svolgere al meglio i lavori di casa anche ai bambini, affinché prendano precocemente confidenza con tutte quelle attività necessarie per gestire il denaro e la propria abitazione in autonomia. L'Italia non è del tutto estranea a questa materia di studio, che è esistita fino agli anni Sessanta, ma riguardava soltanto le femmine. Alle bambine veniva insegnato tutto ciò che le avrebbe rese perfette mogli e madri, perfette donne di casa. All'inverso, i ragazzi venivano indirizzati a cose più pratiche, tipo lavori di falegnameria. Negli anni Settanta c'è stata un'unificazione dei programmi e ciò che veniva proposto separatamente è diventato l'Educazione tecnica rivolta a entrambi i sessi. In Italia non si è più parlato di economia domestica a scuola, nonostante questo insegnamento trovi posto in Finlandia, ma anche in alcuni istituti della più vicina Spagna. Resiste l'idea che a occuparsi della casa siano esclusivamente le donne: l'uomo col grembiule è ancora un tabù.

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Prendersi cura della casa è per sole donne?

L'Italia sente ancora molto il peso di una cultura patriarcale che concepisce in modo rigido i ruoli sociali di uomo e donna. Il primo è colui che esce di casa la mattina e porta lo stipendio a casa, la seconda è colei che si prende cura della casa, del marito e dei figli. Le conseguenze di questa ottica si riversano moltissimo nel mondo del lavoro, dove le donne hanno conquistato sì spazio, ma dove ancora faticano a inserirsi in certi settori, quelli per decenni monopolizzati dagli uomini. Come se ancora si fosse fermi all'idea che una donna possa svolgere solo determinate mansioni. Gli stereotipi di genere sono duri da abbattere e in questo la famiglia e la scuola dovrebbero avere un ruolo fondamentale. La scuola è il luogo di formazione per eccellenza, ma oltre a formare futuri lavoratori deve formare anche persone libere, indipendenti, capaci di gestire il proprio patrimonio intellettivo, ma consapevoli che nella vita esiste anche altro.

Oltre gli stereotipi di genere siamo solo persone

La vita di tutti i giorni è fatta di faccende che non si possono più relegare unicamente alle donne. Cavarsela entro le mura domestiche significa essere autonomi, dedicarsi alla casa da soli ha un valore positivo che non appartiene solo alle donne in quanto tali, come se fossero abilità acquisite per sesso. Forse le generazioni passate sono cresciute vedendo la mamma lavare i piatti e il papà recarsi a lavoro, ma non è più così. Dalle famiglie e dalla scuola i bambini dovrebbero imparare a essere individui sani, persone libere, senza sentirsi in dovere di incarnare un certo stereotipo: né quello della donna casalinga né quello dell'uomo che torna a casa dopo il lavoro e si mette in in pantofole sul divano. Non siamo ruoli sociali, non siamo professioni ma persone: e pure di fronte a lavastoviglie e forno siamo tutti uguali, non c'è sesso che tenga!

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