Essere mamme ai tempi del Coronavirus non è affatto semplice. Bisogna fare i conti con le proprie paure ma anche con le preoccupazioni dei figli, soprattutto se sono piccoli e si deve spiegare loro per quale motivo non si può andare a giocare al parco o incontrare l'amico del cuore. Noi di Fanpage.it ne abbiamo parlato con Caterina Balivo, che ci ha raccontato proprio con quali parole lo ha spiegato ai figli Guido Alberto, di 7 anni, e Cora di 2 anni e mezzo. «È stata prima la scuola a parlarne. Guido Alberto è tornato a casa mi ha raccontato che il preside è andato da loro a parlare. Mi ha spiegato che gli hanno raccontato che c’è il Coronavirus, che è un grande problema e che è abbastanza contagioso. Mio figlio è attento alla salute da sempre, da quando è piccolo si fa comprare i libri sul corpo umano, mi fa domande. Mi ha chiesto di vedere come fosse fatto il virus. Gli ho spiegato che è come un pallone da calcio».

Come spiegare ai propri figli il Coronavirus

Alcune illustrazioni trovate su Internet hanno aiutato la conduttrice televisiva di ‘Vieni da me' a spiegargli il resto. «Sapeva benissimo da dove è partito, anche perché in classe ha degli amici cinesi e a scuola sono stati molto attenti a non fare discriminazioni. Questa cosa mi è piaciuta tantissimo, non ho apprezzato quando si diceva che fosse partito dall’Italia nel resto dell’Europa, o quando poi si è detto della Francia o della Germania. È una pandemia e lo ha dichiarato l’OMS. Tutto ciò mi ha fatto pensare che i ragazzini di oggi saranno migliori di noi adulti, perché un bambino di 7 anni ha capito che non è colpa di un cinese». Alla piccola Cora riuscire a spiegarlo è stato più complicato. «Cora ha 2 anni e mezzo, è piccola, vuole rivedere la sua amica Anna. Ieri ci siamo salutate dalla finestra, voleva incontrarla. Vuole andare al parco, ma le ho detto che sono chiusi. Con lei è un po’ più difficile, le ho detto “amore c’è il Coronavirus è pericoloso” ma lei non sa cosa sia».

La quarantena in famiglia di Caterina Balivo

La parte più difficile resta, però, tenere impegnati i più piccoli tra le quattro mura di casa, soprattutto ora che la primavera è alle porte e le giornate sono soleggiate. Tanta creatività e molta pazienza sono sicuramente i primi strumenti di cui servirsi. «Non voglio che diventi tutto molto pesante. Abbiamo deciso insieme a una coppia di amici di vedere lo stesso film ogni sera e di commentarlo poi il giorno dopo, perché abbiamo i bambini della stessa età». Giocare a nascondino, disegnare un arcobaleno con la scritta “Andrà tutto bene", cantare sul balcone l'inno di Mameli, tutto può rendere speciale una giornata trascorsa in famiglia. Per i bambini, del resto, comprendere davvero la situazione non è così semplice. «Noi riusciamo a capire l’emergenza del contagio, loro no. In questo sono abbastanza permissiva, domani mattina ho pensato di pulire la cameretta come fosse un gioco, con la musica e tutti insieme. Noi abbiamo sempre l’ansia da prestazione, ogni giorno, di essere una brava mamma, un bravo figlio, di andare bene a scuola, di fare bene il lavoro. In questo momento siamo fortunati perché siamo sani, c’è chi sta lottando per la vita negli ospedali, insieme ai medici e agli infermieri».

Caterina Balivo con i figli Guido Alberto e Cora
in foto: Caterina Balivo con i figli Guido Alberto e Cora

«Sono fortunata, sopporto ancora mio marito»

Una cosa è certa, trascorrere queste settimane in famiglia e a stretto contatto gli uni con gli altri, ci renderà tutti più pazienti e attenti. Bisogna essere bravi a non discutere e saper andare d’accordo con il proprio partner, disinnescandosi a vicenda quando serve.«Sono fortunata, me lo sono detto proprio in questi giorni, perché sopporto ancora mio marito – ha commentato ridendo la conduttrice – Non ho sempre tempo di stare insieme ai miei figli e ho una casa con degli spazi abbastanza comodi. Il mio pensiero va a tutte quelle famiglie che si ritrovano con difficoltà economiche e umane. Ci sono dei genitori che non sono proprio perfetti, magari non sono molti pazienti, magari usano le mani. Spero solo che questo periodo ci faccia sentire tutti più sensibili».

Balivo: «Ho avuto paura, non era facile andare in diretta»

Nonostante il momento difficile, le paure o i chilometri che ci tengono lontani dal resto della famiglia e dagli amici, in questo momento bisogna mantenere la lucidità giusta e agire per il bene comune. Se c'è una cosa che ci sta insegnando il Coronavirus è proprio il sapere dare peso ai rapporti umani e a quella vicinanza fisica che forse abbiamo sempre dato per scontato. «Ho avuto molta paura, non sono stata bene, non era facile per me andare in diretta e penso che un po’ si sia anche visto. Ciò che mi ha fatto piangere da subito è il pensiero che chi non ce la fa a lottare contro il Coronavirus muoia da solo. E questa è una cosa che mi distrugge l’anima, perché non c’è nessuno accanto a loro, perché bisogna aspettare per poter fare i funerali. Ma è un’immagine che adesso sto cercando di allontanare, per pensare positivo come ho sempre fatto».

Lo stop di ‘Vieni da me' e la decisione della Rai

In attesa che la situazione migliori, la Rai ha deciso di sospendere le dirette di ‘Vieni da me' per evitare che troppi studi restino aperti. «Uno studio televisivo ha bisogno di cameramen, attrezzisti, fonici. Dietro a un programma ci sono almeno 50 persone che devono stare lì. La decisione non è stata presa per i contenuti, ma per rispettare le misure di sicurezza imposte», ha spiegato la conduttrice. Prima di rivederla in diretta, Caterina ha voluto lasciare al suo pubblico un pensiero di speranza e positività, indossando nell'ultima puntata una t-shirt con la scritta Love is Love. «Volevo lasciare le persone con il sorriso, ricordando che l’amore è amore sempre, al di là del genere. Così come mia mamma insiste a far fare l’arcobaleno ai miei bambini e a scrivere tutto andrà bene, allo stesso modo ci tenevo io a mandare un messaggio. Volevo ricordare che insieme ce la faremo».